Incendi sul Vesuvio, mozione di sfiducia e denuncia contro De Luca del M5s

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, per gli incendi che hanno mandato in fumo oltre 1600 ettari del Parco nazionale del Vesuvio, puntano il dito contro De Luca: “Non ha fatto prevenzione”

Napoli, 25 luglio – I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle presenteranno una mozione di sfiducia e una denuncia contro il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per accertare le responsabilità istituzionali di quest’ultimo rispetto agli incendi che hanno devastato 1600 ettari del Parco nazionale del Vesuvio. “Per colpa di questo presidente abbiamo perso il 70% del Parco e respirato veleni. Non ha fatto prevenzione, anche se dice il contrario, ed è una balla colossale”, ha dichiarato la capogruppo 5 Stelle, Valeria Ciarambino attraverso le pagine de il Mattino. “La magistratura – ha aggiunto –, se lo riterrà, aprirà un’indagine dopo la presentazione del nostro esposto-denuncia. Il responsabile numero 1 si chiama Vincenzo De Luca”.

“La tutela del patrimonio boschivo, la lotta attiva contro gli incendi boschivi, l’attività di coordinamento tra le diverse forze nelle operazioni di spegnimento sono tutte competenze della Regione Campania. In soli due mesi sono bruciati oltre 2.400 ettari di foreste e di terreni e oggi, dopo che tutto è andato in fumo, si parla di protocolli e di convenzioni, ma tutto questo doveva già esserci prima, così come previsto dalla legge”, ha spiegato il consigliere regionale pentastellato Gennaro Saiello.

“Ad oggi – ha proseguito Saiello –, non vi è alcun piano di prevenzione anche se la legge lo impone, non è stata pianificata alcuna programmazione né triennale, né annuale, la convenzione con i Vigili del Fuoco è stata sottoscritta quando ormai era andato in fumo circa i 2/3 del Parco nazionale del Vesuvio”. “C’è stato un momento dove è mancata la regia di coordinamento della Regione, un grande caos in un momento già particolare di modifiche normative nazionali con lo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato e a livello regionale con il passaggio di competenza da un settore dirigenziale a quello della Protezione civile”.

“Inoltre il Consiglio regionale ha approvato una legge regionale sul sistema di Protezione civile regionale che, da maggio, è rimasta lettera morta”, ha affermato Saiello, per il quale “queste mancanze sono state gravissime e non possono essere tollerate per il futuro perché è in gioco la sicurezza del nostro territorio e la salute dei cittadini”.

Intanto, in queste ore, il deputato M5s Luigi Gallo ha richiamato l’attenzione sulla necessità che ogni Comune del Vesuviano si doti di “piani di emergenza contro il rischio incendi”. “Serve – ha spiegato Gallo – un piano operativo per ogni Comune e non una carta straccia inapplicabile. Non possiamo essere più quelli del giorno dopo, non possiamo allinearci a un Governo che, a due settimane dalla nostra richiesta di dichiarare l’emergenza nazionale, viene a dirci in Parlamento che stanno ancora preparando le carte per avviare le pratiche. Ci sono oltre 50mila ettari di vegetazione andati in fumo, non è solo un attacco alla nostra terra ma anche all’acqua e all’aria. E alle prime piogge ci troveremo di fronte a una nuova emergenza”.

Gallo si è fatto promotore di un tavolo permanente per la salvaguardia del Parco nazionale del Vesuvio. Il tavolo è stato aperto ieri alla presenza di consiglieri comunali M5s di Torre del Greco ed Ercolano e di consiglieri regionali e metropolitani. Le riunioni avranno cadenza mensile e sono invitate a presentare le proprie proposte associazioni, volontari e realtà dal basso, attraverso una piattaforma sul web che sarà disponibile dalla prossima riunione. Si cercherà di far recepire le proposte presentate a livello comunale, nazionale e regionale. “La partecipazione dei cittadini è fondamentale. Sono stanco di vedere sui social le foto di rifiuti di ogni genere gettati in strada o nel Parco nazionale del Vesuvio, con il rischio che poi magari vadano a fuoco nei momenti più critici dell’emergenza”.

“Dobbiamo denunciare tutto quello che non va bene alle istituzioni e alle forze dell’ordine. La nostra piattaforma sarà un incubatore di idee ma non solo, i cittadini potranno far pervenire le loro richieste di accesso agli atti e confrontarsi con le istituzioni stesse. È finito il tempo di subire i drammi, aspettando che si trasformino in quelle emergenze a cui nessuno sa più rispondere – ha concluso Gallo –. Partecipare è il primo passaggio per far funzionare un vero piano di prevenzione”.

FOTO: tratta da huffingtonpost.it

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