Napoli e Juve ne fanno tre: avvio parallelo

La prevista passeggiata del Napoli nella terra sportivamente ostile, e in altre occasioni razzista di Giulietta e Romeo, non finisce in gloria per una riprovevole disattenzione difensiva di Hysaj di cui profitta un Verona di modesto tasso tecnico

Il difensore frana su Bessa. Rigore e rosso per doppia ammonizione. Pazzini aspetta che Reina si tuffi sulla sua destra e segna facilmente con un tiro nemmeno potente, centrale. Napoli in dieci e ancora qualche rischio per gli azzurri, firmato da Pazzini e Caceres. Il difensore veronese, ma non è il solo, ha sistematicamente la meglio sui calci d’angolo.

Brividi per Reina e forse da rivedere la scelta di Sarri di marcare a zona i saltatori avversari. La trasferta veneta degli azzurri si libera della storica ricorrenza di primi impatti negativi con il campionato (gestione Sarri) e chissà che non sia un viatico per gettare le basi di una stagione da tingere con il tricolore. L’ingenuità di Pecchia è pari alla scarsa qualità del team che allena. Il tecnico “quasi napoletano”, consapevole della netta superiorità degli azzurri, ordina il forcing iniziale e l’arroccamento difensivo ad oltranza che in altre occasioni ha illuso tante squadre mediocri di finire in parità.

Sarri, dopo qualche incidente di percorso, di un anno fa, ha perfezionato la diagnosi e trovato la terapia. La fitta rete di passaggi a cui prende parte con profitto tutto il Napoli, non è lo sfoggio di qualità tecnica. Finisce per sfiancare gli avversari e dà il via alle incursioni sulle fasce, alle giocate magiche in velocità dei suoi sguscianti attaccanti. A voler infierire sulle scelte rinunciatarie di Pecchia la domanda sull’incredibile permanenza in panchina di Pazzini per 72 minuti. In pratica la rinuncia a tentare il gol. Se poi si giudica la forma strepitosa di Insigne, fantastico profeta in patria, la giornata da otto in pagella di un illuminato Diawara e l’acquisita consapevolezza degli azzurri di giocare il più bel calcio in Italia, si capisce perché con la prima di campionato il Napoli ha risposto al 3 a 0 della Juve con il Cagliari (ma conquistato in casa e grazie a un rigore malamente sprecato dai sardi).

Sarri ha saggiamente evitato di sprecare troppe energie, in vista del retour match con il Nizza. Hanno riposato Mertens per sessanta minuti, Jorginho per tutti e novanta, come Albiol. Milik ha centrato la chance di tornare con la memoria all’inizio della sua avventura napoletana prima dell’incidente. E’ tornato goleador. Sull’uno a zero (sfortunata autorete di Souprayen) il polacco ha seguito con eccellente senso tattico una delle volate devastanti di Insigne in contropiede. Ha ricevuto in liberà il perfetto assist e di prima intensione ha colpito velocemente per cogliere impreparato Nicolas. Pallone nell’angolo, imparabile. Insigne ha provato più volte a impreziosire una prestazione sontuosa con il gol, ma Nicolas glielo ha negato. Come nel match di andata con i francesi del Nizza, Hamsik non brilla (molta imprecisione nei fondamentali, passaggi e tiri in porta. Bene Koulibaly e Ghoulam, prezioso come sempre Zielinski, poco in evidenza Callejon, benchè utilissimo in posizione di copertura. Bene anche Chiriches, che non è al suo top, sicuro Reina.

Pecchia suona la carica al via del secondo tempo e la squadra sembra galvanizzata, il Napoli ci mette di suo un colpevole appagamento da due a zero. Entra Mertens ed è subito luce in campo, a dispetto della pioggia fitta che sostituisce il ventaccio della prima frazione di gioco. L’intesa con Insigne è da manuale del calcio e il prodigio non tarda a coronare l’intesa. In pochi metri gioco di prestigio tra due artisti del pallone. Il belga si proietta nell’area di rigore veronese, il napoletano con un tocco di rara precisione e intelligenza lo lancia verso il gol. Nicolas si oppone come può, respinge malamente il tiro ravvicinato. Sul pallone irrompe Ghoulam: staffilata imprendibile all’incrocio dei pali, tre a zero. Il resto sarebbe stato noia o poco più, senza il fallo di Hysaj. Irremovibile, giustamente, l’arbitro Fabbri. Rigore, Pazzini-gol, tre a uno. Non contentissimo Sarri, il Napoli ancora non esprime il miglior calcio “quello del girone di ritorno 2016”, ma è sulla buona strada. Archiviato il 3 a 1 di Verona, c’è da far tesoro del due a zero del San Paolo con il Nizza e preservarlo da sorprese che i francesi si dicono certi di avere in serbo per il return match.

Lascia un commento

18 − sei =