#VentiRighe – Un miracolo chiamato Ciro

Abbiamo vissuto tutti, ma proprio tutti, la tenerissima età di undici anni. Per chi alle spalle ha molti lustri di permanenza sulla terra quella tappa del vissuto evoca ricordi di ingenuità, mammismo, poca scaltrezza e scarsa indipendenza

Il tempo non si è fermato e i fanciulli di oggi, per loro fortuna, alla stessa età se la cavano con intelligenza precoce nelle più ardue difficoltà. Ieri, per complesse motivazioni, la terra ha tremato a Casamicciola, cioè in una propaggine dei Campi Flegrei, terra ad alto rischio sismico. Per cause molteplici ha violato l’area collinare dell’isola. Esperti di vulcanologia e geologia, proveranno a spiegare perché ne sono usciti quasi indenni i luoghi al livello del mare. Una spiegazione parascientifica sostiene, ma è da accertare, che le abitazioni crollate sono un caso di vulnerabilità strutturale delle costruzioni locali, lontane anni luce dall’edilizia antisismica.

Una delle case venute giù con la scossa sismica ha seppellito sotto mura e solai crollati e ucciso una donna. La seconda vittima è un’anziana colpita dai calcinacci della Chiesa del Suffragio. Molti i feriti, uno grave.

Due uomini e due donne sono sopravvissuti sotto le macerie, ma il miracolo dell’intraprendenza lo ha compiuto un bambino di undici anni. Ha risposto alla spallata sismica con prontezza, acume, intuito, avvedutezza, rari in un adulto. Ciro ha spinto sotto il letto il fratellino Matthias e lo ha assistito nelle ore terribili del lavoro dei vigili del fuoco che li hanno tirati fuori dalle macerie insieme al terzo fratello di appena sette mesi. Neanche un adulto si sarebbe comportato meglio.

E ci risiamo. Sfollati che hanno perso tutto, operatori economici in gravi difficoltà, stangata micidiale sul turismo. In positivo, ancora una testimonianza di buona italianità. Vigili del fuoco, uomini della protezione civile, forse dell’ordine e volontari hanno dato il meglio di sé, ben oltre quanto richiedono i compiti d’ufficio.

Di contro, il terremoto di Ischia ha fatto scoprire al Paese, l’efficienza organizzativa e la professionalità del team giornalistico di Sky e l’incredibile pressappochismo di tutti gli altri network, Rai per prima. I giornalisti di Murdoc hanno raccontato per ore quanto succedeva nell’isola verde scossa dal sisma: immagini, interviste a testimoni, pareri di esperti. La voce fuori campo che ha legato la lunga maratona informativa era certamente un ischitano. Troppo credibile la conoscenza di luoghi distanze. La Rai, assente per ferie Vespa, che si proietta su questi drammatici eventi come un falco, è riuscita a spedire una giovane giornalista dei Rai3 su un traghetto di soccorritori e all’una della notte. Rai1 e Rai2 hanno continuato imperterrite a trasmettere fiction e simili. Al tempo di Bernabei all’indomani sarebbero state recapitate lettere di punizione e forse di licenziamento a direttori, loro vice e responsabili diretti del flop. In questa Rai un’altra bella imperfezione l’ha fornita l’inviata a Ischia del Tg3 Linea Notte. Per illustrare i disagi di turisti e residenti in una notte da incubo, ha pronunciato la frase tautologica “…alle prime luci dell’alba…”, ignorando che prime luci e alba sono identica cosa e che per definire correttamente l’inizio della giornata avrebbe dovuto dire “…alle prime luci del giorno…”.

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