Champions League, arriviamo. Nizza 0, Napoli 2

Non costa un euro e allora tanto di cappello alla saggezza di Lucien Favre, tecnico del Nizza, voce discorde nell’entourage della squadra francese: ha temuto il Napoli, perché giudicato con competenza squadra ad alto tasso tecnico

Complimenti anche ai tifosi dell’Allianz Riviera. Di fronte alla superiorità straripante degli azzurri, alla loro sontuosa lezione di calcio, hanno risposto sostenendo la squadra del cuore con calore mediterraneo e mai sopra le righe. Cori e canti si sono spenti solo a un minuto dal 90°, quando lo stratosferico Insigne di questo avvio di stagione ha messo alle spalle di Cardinale il gol del due a zero, strameritato. Il senso non palese di una vittoria finita con l’identico punteggio dell’andata, sta nella consapevolezza di un potenziale esito numerico da kappa-o tennistico. L’ipotesi di un sei a zero esagera, ma molto poco l’andamento del match. Mertens, Callejon, Hamsik e lo stesso Insigne, hanno graziato il Nizza con conclusioni imprecise e Sarri avrà di che dialogare con i suoi uomini di punta perché il magnifico lavoro di impostazione degli attacchi sia premiato con più gol.

Il primo tempo del Napoli è da cineteca d’essai e il Nizza non ci ha capito niente. Il fitto, preciso, veloce, possesso palla, tutto di prima, deve riconoscere il copyright a mister Guardiola, ma fino a un certo punto perché Sarri lo ha rifinito. La squadra lo applica oramai a occhi chiusi e inebetisce l’avversaria di turno, la sfianca nel tentativo di infrangere la tela di ragno che coinvolge l’intera squadra.

Alla vigilia del retour match, due vecchie volpi, quali sono Balotelli e Sneijder, si sono lasciati andare a un “Ce la faremo” che forse ha spaventato qualche tifoso più emotivo del Napoli. Non Sarri, non i suoi magnifici “allievi”. In due parole: la partita l’hanno fatta dal primo all’ultimo minuto gli azzurri che hanno impedito ai francesi di oltrepassare la linea di centro campo.

The second time si è aperto con un anomalo zero a zero e si dice che Cardinale, grato, abbia acceso molte candele in ringraziamento al santo protettore della sua porta che forse voleva un tributo più consistente per contrastare San Gennaro che dopo tre minuti della riresa ha deciso di esibire i suoi eccelsi poteri e ha affidato al quadrilatero Hamsik-Insigne-Hamsik-Callejon il compito di mettere una pietra sull’esito della corsa alla champions di Napoli e Nizza: l’azione è partita dal centro campo, dal piede del capitano azzurro. Apertura millimetrica per Insigne, pallone di ritorno, lancio dello slovacco per il numero 7 spagnolo. Conclusione imparabile, uno a zero. Dopo una manciata di secondi, Mertens, palla al piede, si districa come sa tra un nugolo di avversai e calcia a colpo sicuro. Palo, pieno. Il Nizza, consapevole di dover segnare quattro gol per passare il turno, ha solo un breve moto di orgoglio, il Napoli prende fiato, i francesi non profittano del relax napoletano. Una traversa, una grande parata di Reina, tutto qui. Quando la concentrazione degli azzurri torna alta l’esito del match è segnato. Ne ha la percezione Sarri e allora Zielinski per Hamsik (ancora non ai livelli della passata stagione), poi Rog per il solito efficacissimo Allan e Diawara per uno strepitoso Jorginho.

Di rilievo: Insigne (al 64°) ha sul piede giusto l’opportunità di scavalcare con un lob Cardinale, ma non lo supera. E gli altri? La morsa Koulibaly-Albiol annulla Balotelli, il solito Balotelli che sfoga la frustrazione con proteste, falli cattivi e nulla più. La presenza di Sneijder è percepita da Favre che memore di tempi per felici dell’olandese gli affida un paio di calci da fermo. Un bel sette + i n pagella lo merita Saint-Maximin: veloce, tecnico, fa impazzire Hysaj. Sull’altro fronte? Un gigantesco (letteralmente) Koulibaly, autorevole Albiol. In avanti gli acuti di Insigne, Mertens e Callejon, trio pericolo pubblico per ogni difesa. A proposito, la vittoria a Nizza porterà nelle casse del Calcio Napoli un “sommetta” niente male. Cinquanta milioni di euro.

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