#VentiRighe – Vade retro Satana

Per i più, e ne faccio parte, il culto di satana è un angolo buio della società multiculturale e politeista che altre sette, di ben altra dimensione per numero di credenti, condannano come pratica sacrilega

In termini esattamente opposti gli adoratori del demonio (“angelo cacciato dal Dio dei cattolici”) addebitano a Cristo i mali del mondo. Eguali discriminanti connotano altri culti, ciascuno autoreferenziale, fino all’estrema ratio di scatenare guerre di religione. Come definire altrimenti le crociate, il fondamentalismo islamico o per contiguità, seppure indiretta, l’arianesimo nazista? Di queste millenarie ostilità si appropriano i poteri forti del mondo e li esibiscono come alibi per legittimare la rapina di risorse in danno di aree del mondo assoggettate con la violenza delle armi.

Ha ragione lo scrittore Joris Karl Huysmans? “Il satanismo consiste in una pratica sacrilega, in un ribellione morale, in un’orgia spirituale, in un’aberrazione per nulla ideale e cristiana, in un godimento temperato dal timore (? ndr), nella gioia proibita di trasferire a Satana gli omaggi e le preghiere dovute a Dio, nell’inosservanza dei precetti cattolici seguiti al contrario, per oltraggiare più gravemente Cristo, commettendo i peccati che egli ha più espressamente maledetti: la contaminazione del culto e l’orgia carnale”.

Sembra che nell’area di Teramo vi sia una folta compagine di seguaci del “maligno”. Lo dice Leonardo Bracco che propone di antagonizzarla istituzionalmente. Chi è Bracco? Consigliere regionale di Sinistra Italiana, ex dipietrino (Idv), Cinquestelle espulso da Grillo. Insomma un globetrotter mestierante della politica. Secondo Bracco nel teramano sarebbero in preoccupante crescita episodi a sfondo satanico: per esempio il suicidio in circostanze sospette di una ragazza di diciannove anni: sul cellulare il messaggio “Grazie per esserti donata”, un crocifisso rovesciato, tracce di simboli satanici in una grotta, una statua della madonna decapitata.

Jennifer Crepuscolo: “Ennesima campagna volta a generare allarmismo”. Jennifer, fondatrice dell’Unione Satanisti Italiani, contesta Bracco. Si demonizzano (verbo scelto a caso? ndr) i seguaci del culto di Satana. E’ una discriminazione religiosa, una “vergognosa macchia sul candido vestito della nostra Costituzione (che tutela ogni culto, ndr), sono supposizioni dettate da ignoranza e pregiudizi, forme di propaganda liberticida, odiose limitazioni come è accaduto in Russia che ha messo al bando i testimoni di Geova”.

Tutte malignità le storie di riti macabri, di pratiche esoteriche disumane, di uomini e donne plagiati costretti a subire o a infliggere violenze fisiche? I pro e i contro il satanismo si confrontano con i se e ma. Ha ragione la satanista Jennifer o il fustigatore Bracco? E’ certamente nel giusto chi valuta ogni fondamentalismo una rischiosa distorsione dei diversi culti. Per valutarne la pericolosità è sufficiente osservare il background del terrorismo islamico che assolda militanti pronti a morire in nome di Allah. In questi giorni, avvertita da i nostri servizi segreti e amplificata dai media, la minaccia dell’Isis mette in allarme anche l’Italia, i nostri siti sensibili e non a caso il Papa, il Vaticano, centro mondiale della cristianità, nemica giurata dell’islamismo.

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