Un tempo da dimenticare, poi disco verde per il Napoli. 3 a 1 alla “bestia nera” Atalanta

Mai sospiro di sollievo del San Paolo ha siglato una partita del Napoli del primo tempo

Chi avesse assistito Napoli-Atalanta dei primi 45 minuti solo con il video e con l’audio spento, avrebbe potuto equivocare e cioè, napoletani in maglia bianca, bergamaschi in azzurro. Quel diavolo di Gasperini, che sembra avere un conto in sospeso con Sarri, ha scovato il miglior antidoto contro la perfezione abituale degli undici magnifici napoletani.

Pressing a tutto campo asfissiante, Lyalic in aggressione permanente su Jorginho, ripartenze fulminee, Mertens stretto nella doppia morsa dei centrali (Masiello super). Di contro il faro illuminante di Hamsik spento, a lui si deve buona parte del bilancio dei 37 passaggi sbagliati, Insigne meno in palla del solito, Zielinski senza infamia e senza lode, contromisure vincenti dell’Atalanta per contrastare le percussioni di Gholum sulla fascia sinistra, Callejon ostinatamente convergente al centro anziché pungere con partenze larghe a destra.

In campo avverso, difesa alta, pressione vigorosa per contrastare la ragnatela di scambi alla Guardiola del miglior Napoli e su tutti gli invalicabili Toloi-Masiello, la pericolosità di Gomez, il peso (letteralmente) dl buldozer Petagna in contropiede. Di rilievo, nell’insolito Napoli un fantastico cross da sinistra che Callejon non spinge in porta per un intervento miracoloso del solito Toloi. Il tempo si chiude con gli azzurri in svantaggio: al 16° angolo per l’Atalanta.

La difesa si schiera a zona (scelta da rivedere?) e Cristante svetta a colpire di testa, quasi indisturbato. 0 a 1 al termine del peggior primo tempo degli azzurri da sempre. Che Gasperini sia davvero il castiga Napoli? La perfezione del tecnico bergamasco ha un importante punto debole e forse Sarri ne è consapevole. L’Atalanta pimpante, tonica, aggressiva del primo tempo, ha nelle gambe e nella testa l’energia per il bis nella ripresa? Non ce l’ha. Il Napoli con pazienza e grazie alle scelte tecniche di Sarri, carbura con altra intensità e lucidità.

Il gol dell’uno a uno, all’undicesimo, è un prodigio concesso solo a uomini con livelli superiori di classe e Zielinski è uno di loro. Angolo per gli azzurri, il pallone arriva nei pressi del centrocampista polacco. Colpito a mezza altezza di collo pieno, il pallone fila dritto nel sette della porta di Berisha e inizia un’altra partita. L’Atalanta denuncia la stanchezza per quanto ha speso nel primo tempo, Sarri tira via dal campo uno spento Hamsik che avrebbe bisogno rigenerarsi con un paio di turni di riposo e l’ingresso di Allan muta segno al match anche con i cambi Diawara-Jorginho e Rog-Zielinski. Gasperini la volpe anti Napoli commette l’errore di predecessori che hanno pagato alla lunga lo sforzo di un primo tempo frenetico.

Al sedicesimo, uno splendido Allan serve in profondità Insigne. Assist per Mertens, Berisha battuto. Due a uno. L’Atalanta non ha più nulla da spendere, il Napoli amministra il vantaggio senza patemi d’animo. Il suggello che fa dimenticare quarantacinque minuti da cancellare premia il vigore giovanile di Rog. Il croato conclude al 42° un contropiede micidiale che Mertens pennella con un assist al croato.

L’inizio del campionato dice bene alle grandi. Napoli, Juve, Milan e Inter a punteggio pieno. Solo la Roma si ferma a tre punti, sconfitta all’Olimpico dall’Inter di Icardi.

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