Incendio campo rom, de Magistris: “La città ha diritto di sapere chi sono i responsabili di questo atto criminale”

Il sindaco, nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale, intervenendo in Aula sulla vicenda dell’incendio del campo rom di Scampia, ha rivolto un appello a forze dell’ordine e magistratura affinché si trovino al più presto i responsabili

Napoli, 4 settembre – “Voglio sapere chi ha ritenuto, in questo preciso momento, di appiccare quell’incendio e sono sicuro che magistratura e forze dell’ordine lavoreranno in questa direzione”. Lo ha affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenendo in Aula durante la seduta odierna del Consiglio comunale, sulla vicenda dell’incendio del campo rom di Scampia (vai all’articolo).

“Alle forze dell’ordine e alla magistratura va tutto il mio sostegno – ha affermato –, ma la città deve sapere e comprendere chi ha avuto interesse a produrre, in questo momento storico un’azione criminale così devastante che ha prodotto danni materiali e ambientali gravissimi. Scampia è Napoli – ha sottolineato – è un attentato criminale nei confronti della città, di persone che avrebbero potuto perdere la vita”.

Dopo l’incendio del 27 agosto, 300 persone rimaste senza abitazione. Attualmente, secondo cifre elencate dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Roberta Gaeta, 60 persone sono ospitate nell’auditorium di Scampia. Altre saranno ospitate nella caserma Boscariello (vai all’articolo). Il sindaco ha tenuto a sottolineare che non si tratta di una “deportazione” e ha spiegato che “non ci interessano baraccopoli né tendopoli. Quella che è stata adottata è una soluzione temporanea perché quelle persone sono napoletane, il campo è lì da trent’anni. La soluzione dell’auditorium sarà per dieci o undici giorni, così come per la Boscariello non si andrà oltre la fine dell’anno. Ho preso il mio impegno con il ministro della Difesa, Pinotti, a cui va il mio ringraziamento”.

Non tutti però sono d’accordo con la sistemazione dei rom in caserma, come il Comitato Miano Protagonista, che ha presentato al sindaco una petizione popolare contro il loro arrivo: oltre 2mila le firme raccolte per scongiurare il trasferimento dei rom in caserma. “Per l’amministrazione comunale l’importante è che queste persone restino nelle zone di periferia urbana. Noi dell’associazione di Miano – si legge nella petizione – non vogliamo cadere nell’errore di essere visti come razzisti o inumani nei confronti dei rom, ma chiediamo che si realizzino in diversi quartieri della città campi attrezzati come quello di Scampia alle spalle del carcere di Secondigliano, con servizi adeguati e un massimo di 100 nuclei familiari. In tal modo, si dimostra che l’intera città di napoli è sensibile e vogliosa di accoglierli in un processo di integrazione sociale”.

Durante l’informativa in Aula, l’assessore alle politiche sociali, Gaeta, ha affermato che i rom saranno trasferiti nella parte della caserma Boscariello che si trova nella zona di competenza di Scampia, e non di Miano. “Alcune cose mi hanno lasciata esterrefatta, perché sono state esasperate, laddove andavano stemperate”, ha dichiarato Gaeta. “Spero che nessuno, in una situazione così grave – ha proseguito – voglia strumentalizzare una vicenda che coinvolge tanti bambini. Pensiamo solo agli interessi di bambini e persone, in maniera congiunta non abbiamo escluso nessuno e restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento perché chiarezza e trasparenza sono le basi per una gestione responsabile di queste vicende. Ci sono bambini, ragazzi e genitori che hanno figli che vanno a scuola regolarmente, c’è un accorato appello della preside che chiede di non allontanare i bambini”.

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