Rimpasto al Comune di Napoli. Assessorato al Lavoro e defenestrazione di Realfonso le novità condite da tante (ed inevitabili) polemiche. Il punto di NapoliTime.

Napoli, 18 luglio 2012. Tanto tuonò che piovve. Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli, ha ieri presentato in conferenza stampa la nuova Giunta comunale. Alcune novità, tante le polemiche. Ecco cosa cambia: Salvatore Palma ed Enrico Panini sono i due nuovi assessori della giunta De Magistris a Napoli.Palma sostituisce  Riccardo Realfonzo, in giunta fino a ieri con delega al Bilancio. Panini, proveniente dalla segreteria nazionale della Cgil, avrà le deleghe al lavoro ed allo sviluppo, oltre che alla gestione delle crisi aziendali. Deleghe che prima erano dell’assessoreMarco Esposito e che ora si occuperà solo di commercio ed attività produttive.

Le deleghe che prima eranodi Narduccivengono distribuite tra più assessori: al Sindaco vanno le deleghe alla polizia municipale, al personale, ai grandi eventi e all’istituzione della città metropolitana. All’assessore allo Sport Pina Tommasielli viene assegnata la delega alla sanità, prima di competenza del vicesindaco Tommaso Sodano. L’assessore Sergio D’Angelo raccoglie su di se le deleghe al Welfare. Alberto Lucarelli, assessore ai beni comuni, ha ora anche avvocatura, gare e contratti.

“Quella di oggi è una giornata molto importante, che fa seguito a tante giornate nelle quali ho riflettuto molto”, ha dichiarato il Sindaco Luigi De Magistris. “Credo moltissimo alla collaborazione tra assessori e dipendenti comunali – ha aggiunto de Magistris – così come deve migliorare il rapporto tra gli assessori e i consiglieri. Bisogna fare squadra, mentre qualcuno ha pensato più a dei segmenti di gloria personale”. Riguardo alla sostituzione di Realfonzo, De Magistris, in attesa di sapere come reagirà l’interessato, ha affermato che “non si tratta di una bocciatura” .

E la risposta dell’ex assessore Realfonso non si è fatta attendere. Si dice sconcertato “per le modalità con le quali il sindaco ha ritenuto di disfarsi di me. Fino a ieri mattina, infatti, mi aveva ripetutamente confermato la fiducia, invitandomi ad andare avanti nel mio lavoro. Solo ieri sera mi ha informato che stava riflettendo sulla possibilità di una mia sostituzione, per confermarmi la notizia questa mattina attraverso il vicesindaco. Non è certo questo un modo di procedere corretto, tanto più con chi lo ha aiutato sin dai primi passi della campagna elettorale”. Nel merito della gestione dell’assessorato, Realfonzo afferma: “Ho riscontrato una difficoltà costante nei rapporti con il sindaco. Gli prospettai l’alternativa tra un percorso che ci portasse alla dichiarazione di dissesto e una seria politica di risanamento. Il sindaco scartò subito la strada del dissesto, senza però nemmeno sostenermi in tutti questi mesi nel perseguire la strada del risanamento. Perciò diverse tra quelle mie proposte non sono state da lui accolte e sono rimaste al palo. Sostanzialmente inascoltato è rimasto il mio invito a rafforzare la lotta all’evasione, ed estremamente difficile è stato far passare la delibera sui residui attivi che imposi nel maggio scorso, finalizzata a fare piena pulizia e verità sulle operazioni di bilancio del passato”.

Quindi dopo una girandola di nomi che ha tenuto banco negli ultimi 6 mesi per il toto-rimpasto di giunta, Riccardo Realfonso, come si è detto, esce di scena e viene sostituito dal presidente del Collegio dei revisori dei conti, dottor Salvatore Palma. Come a dire il controllore che sostituisce il controllato. E quì si innescano le prime polemiche.

Carlo Iannello,  Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Napoli, sul Corriere del Mezzogiorno, riferendosi a Realfonso, ha dichiarato: “Il Comunedi Napoli perde un ottimo assessore. Avendo appena detto che Realfonzo ha grandi competenze professionali e amministrative non penso che il problema sia lui. Quello che mi sorprende è che la storia sembra inesorabilmente ripetersi. Il sostituto di Realfonzo è, infatti, anche questa volta la persona che fino al giorno prima era stato presidente del Collegio dei revisori dei conti. Occorrerebbe riflettere di più sul contesto complessivo della società napoletana per comprendere effettivamente quali sono gli ostacoli al cambiamento”.

Ovvero, continua Iannello: “Che gli ostacoli non erano creati da Realfonzo. Per esempio, con il consigliere Esposito abbiamo presentato una proposta di regolamento delle nomine nelle Partecipate che occorre siano sottoposte ad una procedura di evidenza pubblica, come ha fatto Zedda a Cagliari. Onde evitare che ruoli così delicati siano materia di contrattazione tra partiti”.

Sulle dimissioni dell’assessore alla legalità, il dottor Narducci, Iannello si era espresso così, (dal suo blog): “Le dimissioni dell’assessore alla legalitàPino Narducci ci lasciano sconcertati e scavano un solco profondo tra la città e l’amministrazione per il grave significato che assumono.Pino Narducci ha svolto il suo incarico con sincero spirito di servizio e la sua uscita dalla giunta rappresenta una gravissima perdita che appare ancora più grave dalla lettura delle motivazioni. Questione ASIA, vicende Raphael Rossi e Romeo sono state, per noi, sin dal primo momento, assolutamente inaccettabili. La decisione dell’Assessore rafforza questo nostro pensiero ed impone un chiarimento nella maggioranza che sostiene l’amministrazione ed ai cittadini che solo un anno fa, sulla base di un chiaro programma di rinnovamento, hanno dato fiducia e sostegno al Sindaco”.

In una nota, Gianni Lettieri, leader del centrodestra in Consiglio comunaledi Napoli, esprime forte perplessità sulle decisioni del Sindaco:

“Quella del rimpasto e’ un’occasione sprecata da parte di de Magistrisper dare segnali di discontinuita’ e ripresa rispetto al primo anno di gestione disastrosa della città. Ci troviamo a dover fronteggiare un’emergenza rifiuti alle porte, abbiamo il rating declassato a livello spazzatura, e non c’e’ uno straccio di politica seria di sviluppo che possa far invertire la tendenza. De Magistris sostituisce gli assessori alla sicurezza ed al bilancio, che erano due temi fondamentali del suo pseudoprogetto rivoluzionario, sconfessando in pratica quanto fatto finora“. “Tra l’altro, – continua Lettieri – anche il metodo utilizzato nella scelta degli avvicendamenti è esattamente identico a quello adoperato dalla Iervolino: prima Realfonzo, poi il presidente dei revisori dei conti del Comune. Insomma un film, purtroppo, già visto”.

 

 

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