Referendum per l’autonomia, la sfida di De Luca: “Campania avanti a Lombardia e Veneto”

“Se la sfida è quella dell’efficienza, del rigore, della gestione corretta delle risorse, io sono davanti ai nostri amici lombardi e veneti”, afferma De Luca, che denuncia come ci siano “ambiti nei quali il Sud è fortemente penalizzato, a cominciare dalla sanità”

In Veneto e Lombardia vince il Sì al referendum per l’autonomia, con il quale le due Regioni chiedono sostanzialmente più margini di manovra nella gestione delle risorse economiche. Nell’immediato non cambierà nulla, perché il referendum è consultivo e il risultato non è vincolante, né per le due Regioni e né per il Governo. Oltretutto l’autonomia fiscale, secondo la Costituzione italiana, non è tra le materie contrattabili con lo Stato. Quindi il risultato del referendum ha un valore puramente politico e dovrebbe portare le due Regioni ad avere più potere contrattuale nelle trattative con il Governo per la richiesta di maggiore autonomia, nell’ambito di quanto previsto dalla Costituzione.

Anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si è espresso su questo argomento con una dichiarazione al quotidiano Il Mattino, dicendosi disponibile ad un confronto per l’equa ripartizione delle risorse. “Se la sfida è quella dell’efficienza, del rigore, della gestione corretta delle risorse, io sono davanti ai nostri amici lombardi e veneti”, ha affermato De Luca.

“L’aspetto positivo del referendum consultivo in Lombardia e Veneto è che hanno confermato, in modo particolare Roberto Maroni, l’idea che ci si muove nell’ambito dello Stato unitario, della Costituzione italiana. Poi possiamo ragionare di tutto”, ha aggiunto De Luca.

“Per quanto mi riguarda – ha proseguito il presidente della Giunta regionale – va bene anche un ragionamento sul riparto delle risorse, a condizione però che non si faccia il gioco delle tre carte. Ci sono ambiti nei quali il Sud è fortemente penalizzato, a cominciare da quello della sanità”.

La Campania, spiega De Luca, “viene privata ogni anno di 250 milioni di euro, che vengono sottratti ai servizi e ai nostri concittadini perché considerata la Regione più giovane d’Italia: questo è assurdo”.

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