Il Rosatellum passa anche al Senato: ecco come funziona la nuova legge elettorale

Via libera di Palazzo Madama con 214 sì e 61 no. A favore della legge si sono espressi Pd, Forza Italia, Lega Nord, Alternativa Popolare, le Autonomie linguistiche e altri del Gruppo Misto e di centrodestra. Cinque Stelle e Mdp fuori dall’Aula al momento del voto

Roma, 26 ottobre – La nuova legge elettorale, il Rosatellum, dopo il via libera della Camera dello scorso 12 ottobre, passa anche al Senato con 214 sì e 61 no. La legge è frutto dell’accordo tra Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare. Decisivo l’appoggio di Ala, il gruppo guidato da Denis Verdini, per quanto riguarda il raggiungimento del numero legale. Grandi proteste, invece, da parte del Movimento 5 Stelle e dal Movimento Democratico e Progressista: entrambe le forze politiche hanno abbandonato l’Aula al momento del voto. Ieri in Senato era stati approvati cinque articoli ricorrendo al voto della fiducia.

La nuova legge elettorale introduce nel Paese un sistema misto proporzionale e maggioritario. Questo vuol dire che circa un terzo dei seggi tra Camera e Senato sarà eletto con i collegi uninominali, i due terzi con sistema proporzionale. Il sistema favorisce le coalizioni tra partiti diversi, per questo potrebbe avvantaggiare il centrodestra e il Pd, mentre non va bene per il Movimento 5 Stelle, che non intende allearsi con nessuno e non ha candidati molto conosciuti per competere nei collegi uninominali.

Alla Camera ci saranno 232 collegi uninominali e il candidato eletto sarà quello che prenderà un voto in più degli altri nel collegio. Per gli altri 386 seggi si userà il metodo proporzionale, in base al quale ogni partito o coalizione otterrà un numero di deputati proporzionale ai voti ottenuti. 12 seggi saranno assegnati nelle circoscrizioni estere.

Al Senato i collegi uninominali saranno 102, mentre i collegi proporzionali 207. Saranno 6 i seggi assegnati nelle circoscrizioni estere. Non sarà possibile il voto disgiunto: si potrà votare solo il candidato al collegio uninominale e una delle liste che lo appoggiano, diversamente il voto sarà annullato.

La soglia di sbarramento è al 3% per le liste, al 10% per le coalizioni di Camera e Senato. Per formare una coalizione basta “una dichiarazione di apparentamento”: non è necessario ci siano un programma e dei candidati in comune. I voti delle liste che non raggiungono il 3%, ma superano l’1%, viene assegnato alla coalizione.

FOTO: tratta da ansa.it

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