Premio Letterario NapoliTime, buona la prima. Una carrellata di emozioni da una Napoli del Trecento alle periferie di oggi

In gara gli scrittori Romolo Bianco, con Io di più; Paolo di Martino, con Invisibile napoletano; Aldo Ferraris, con La musica che vola intorno; Ciro Raia, con Giovanna I d’Angiò donna e regina dolorosa e Sara Wood, con Io ti vedo

Napoli, 9 novembre – Si è tenuto stamane, presso l’Istituto Vittorio Emanuele II di Napoli, l’evento di apertura della V edizione del Premio Letterario NapoliTime dell’Associazione Onlus “Ecomuseo del Mare e della Pesca dei Campi Flegrei” editore di NapoliTime (foto). E come è ormai consuetudine per il Premio, i giovani critici letterari hanno dato filo da torcere agli scrittori che hanno deciso di mettersi in gioco nel serrato confronto con i nostri giovani lettori.

Una fila interminabile di ragazze e ragazzi che, con il loro entusiasmo e con la loro voglia di essere protagonisti dell’evento, hanno posto una serie di domande per conoscere gli autori, la loro personale esperienza di scrittori ed approfondire le tematiche trattate nei loro racconti.

Il Premio Letterario NapoliTime quest’anno presenta una novità e si arricchisce di una sessione ludico-culturale, il cruciverba letterario, che vedrà i dieci Istituti scolastici confrontarsi in una nuova gara contro il tempo che premierà l’abilità di concentrazione, memoria, intuizione e logica degli studenti concorrenti. A rendere ancora più stimolante la partecipazione alla gara, la premiazione dei ragazzi che avranno risolto il gioco enigmistico.

Dopo i saluti del dirigente scolastico, la professoressa Rosa Baffa, la carrellata di presentazioni degli scrittori in gara: Romolo Bianco, con Io di più, di Tullio Pironti editore; Paolo di Martino, con Invisibile napoletano, di Graus editore; Aldo Ferraris, con La musica che vola intorno, di Valtrend Editore; Ciro Raia, con Giovanna I d’Angiò donna e regina dolorosa, di Guida editori e Sara Wood, con Io ti vedo, di Leone Editore.

A donare una nota di colore partenopeo, accompagnato dalla comicità che lo caratterizza fin dai tempi delle imitazioni “scolastiche” al Liceo Labriola, è stato l’ospite d’onore della giornata, Lino D’Angiò, ex compagno di classe del direttore Vespa. D’Angiò, attore, comico, imitatore è un artista poliedrico che con la sua simpatia ha coinvolto tutti, studenti, scrittori e tutor.

Romolo Bianco, con Io di più, ha così presentato il suo lavoro: “L’intento della narrazione è quello di mostrare il vero volto della periferia di Napoli. Non esiste solo la ‘città bianca’ e quella ‘nera’ alla Gomorra, ma più spesso la realtà passa attraverso i toni del grigio, dove problemi e rischi da un lato e bellezza ed opportunità dall’altro si affiancano e convivono. I personaggi del libro, che appartengono ad una famiglia borghese come tante, hanno voluto una chance in più per giocare la partita della loro vita. La vita – afferma Romolo Bianco – è nei nostri territori certamente complicata e spesso si cede alla rassegnazione. La colpa non sembra essere mai addebitabile inequivocabilmente a nessuno. Ma qualcuno dovrebbe pur prendersi la responsabilità di situazioni socialmente drammatiche”.

Il dramma è culturale e per Bianco eventi come il NapoliTime sono essenziali per proporre il bello a chi ha il diritto di vederlo.

Aldo Ferraris, con La musica che vola intorno. Ad un napoletano di adozione, Napoli è entrata subito nel cuore. Nato a Novara, la magia di Partenope lo ha rapito fino a decidere di trasferirsi. “Questo libro è un omaggio alla città – dice Ferraris – e in esso sono raccolte e rappresentate tutte le atmosfere, i luoghi come il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, la musica e soprattutto i due giovani protagonisti del libro che, attraverso lo studio e le esperienze con gli adulti ed i loro pari, si impegnano a dare forma alla loro vita”.

Ai ragazzi concorrenti al Premio invece si rivolge con l’auspicio che possano amare sempre più la lettura così da trovare un’ora della loro giornata per immergersi in un libro e immaginare ciò che lo scrittore gli suggerisce.

Paolo Di Martino, con Invisibile napoletano. Scrittore per caso, attratto dal mondo dei giovani, forse anche perchè non è padre – dice -, e perciò estremamente curioso di capire come ciò che un adulto prova comunicare possa essere percepito dai ragazzi. Per lui la scrittura rappresenta anche una sfida alla noia che combatte mettendosi sempre in gioco. Il libro è una dichiarazione d’amore per la sua città della quale ha provato a tratteggiare i suoi abitanti e la sua irripetibile magica atmosfera.

Sollecitato dalle domande dei ragazzi, ha invitato i presenti ad imparare a chiudere gli occhi – e magari anche il telefonino – e provare ad immaginare nuove cose. “E’ questo che fa la lettura, aiuta a vedere oltre. E in questo senso il Premio NapoliTime è una esperienza entusiasmante sin dalle prime battute”, chiosa lo scrittore.

Ciro Raia, Giovanna I d’Angiò donna e regina dolorosa. Incuriosito da quanto aveva letto sul Premio Letterario NapoliTime ha voluto mettersi in gioco spinto dal desiderio del confronto con la platea dei nostri giovani critici letterari. Il suo libro, che ha la particolarità di essere un saggio che “si legge come un racconto, è appunto la narrazione della vita di una regina che per quarant’anni è stata capace di tenere lontano la città di Napoli dalle guerre. Ciononostante – commenta Raia – Giovanna I d’Angiò, proprio in quanto donna è stata cancellata dai libri di storia. Lo scopo di quest’opera è quello di renderle il posto che si merita a Napoli e in Europa“.

Incalzato dalle domande degli studenti, Raia ha tratteggiato un confronto tra la Napoli del Trecento è quella di oggi. Poco sembra essere cambiato, nel bene e nel male. La città vive ancora la piaga dell’usura ma come allora è multietnica e ricca nella sua complessità.

Al termine dell’evento, che anche quest’anno si fregia del riconoscimento delle Istituzioni con il Patrocinio Morale della Regione Campania e del Comune di Napoli, l’ingegner Pasquale Vespa – presidente dell’Associazione e direttore responsabile della nostra testata giornalistica – ha avuto modo di consegnare all’assessore Alessandra Clemente la richiesta di sede permanente sottoscritta dai giovani critici letterari degli Istituti scolastici che hanno preso parte alla passata edizione, a testimonianza del grande coinvolgimento dei ragazzi in tutte le fasi della kermesse culturale di NapoliTime.

Ora comincia la fase della lettura e della riflessione critica, prossimo appuntamento con il Premio Letterario NapoliTime al nuovo anno.

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