Sparatoria a Chiaia, de Magistris: “Più controlli, ma niente militarizzazioni”

Il sindaco: “Serve un punto di equilibrio tra diritto alla mobilità, alla sicurezza e alla quiete pubblica”

Napoli, 23 novembre – “Sì a maggiori controlli delle forze dell’ordine, no alla militarizzazione”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando coi cronisti al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto oggi in Prefettura a seguito della sparatoria di pochi giorni fa a Chiaia tra due gruppi di ragazzi (vai all’articolo). “Sono favorevole alla presenza di maggiori controlli di polizia, lo sto chiedendo da due anni. Però vanno fatte azioni ordinarie, non prove muscolari, perché queste non portano a nulla. Il territorio va militarizzato con la cultura”, ha aggiunto de Magistris.

“La gente deve stare tranquilla, perché – ha proseguito – quando esce lo può fare tranquillamente, visto che la stragrande maggioranza delle persone è perbene. Serve un punto di equilibrio tra diritto alla mobilità, alla sicurezza e alla quiete pubblica. Le forze di polizia, in questo Paese, pur con pochi mezzi e poche risorse cercano di fare al meglio questo lavoro. Non c’è bisogno di militarizzazioni”, ha concluso.

Il questore di Napoli, Antonio De Iesu, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza ha annunciato un rafforzamento dei controlli nella zona dei baretti di Chiaia. Ci saranno “più risorse, anche in borghese, da parte della Polizia e dei Carabinieri”, ha detto De Iesu. “Ci sarà anche l’utilizzo di smartphone per mandare le immagini in sala operativa e che sarà molto utile a fini investigativi, ha aggiunto il questore. Inoltre, “vedremo di progettare e come dovrà essere finanziata una videosorveglianza dedicata ai baretti”.

Per De Iesu “soluzioni magiche non ce ne sono, c’è da testare e sperimentare forme di controllo del territorio, che è la base, c’è da interrogarci tutti insieme sia con la Procura ordinaria sia con quella dei minorenni, in piena sinergia con il Comune, per cercare di comprendere questi fenomeni così gravi, perché avvengono e quali sono rimedi o le iniziative per cercare di ridimensionare questa carica di violenza in aree sensibili della città”.

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