Scafati: l’Associazione Spes difende l’acqua pubblica e chiede un consiglio comunale monotematico.

Mercoledì 25 Luglio, presso la sede dell’Associazione Spes di Scafati si è svolta una conferenza stampa per discutere dell’acqua pubblica e denunciare l’inutile spreco che si verifica ogni giorno su tutto il territorio.

L’incontro è stato promosso dalla dottoressa Maria Rosaria Vitiello con la stretta collaborazione dell’avvocato Maurizio Montalto specialista in Diritto e Gestione dell’Ambiente.

Sul territorio scafatese sono circa dieci le fontanine pubbliche che erogano ventiquattro ore al giorno litri e litri di acqua facendo registrare uno spreco notevole soprattutto in termini economici. Sono circa 8,64 metri cubi al giorno di acqua potabile per un costo totale annuo (secondo la tariffa applicata dalla Gori SpA) di circa 36mila euro. Visto l’inutile spreco di acqua e la cattiva gestione di una risorsa così importante, l’Associazione Spes ribadisce la necessità di una gestione attenta ed oculata delle risorse nel garantire servizi alla città.

La presidente dell’associazione Maria Rosaria Vitiello dichiara: “E’ giunto il momento che anche l’amministrazione Aliberti si metta dalla parte dei cittadini e faccia da scudo contro i costi delle inefficienze, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo. Per questo motivo – spiega Vitiello – si richiede un consiglio comunale monotematico in cui si discuta della gestione acqua pubblica e dell’adesione alla Rete dei Sindaci ricadenti nell’ATO 3 e del suo programma, che consiste nel chiedere all’assemblea dell’ATO 3  di dichiarare la cessazione dell’affidamento della gestione alla GORI SpA“.

Importanti le considerazioni dell’avvocato Montalto che afferma: “Il ragionamento da fare oggi è la riduzione degli sprechi. Le amministrazioni oggi sono impegnate nel processo di conversione dell’acqua da privata a pubblica, l’associazione SPES anche attraverso la raccolta firme per il referendum sta compiendo un ragionamento proprio per preservare questo bene. Si deve per prima cosa convincere la politica a tutelare questo diritto.”

Riferendosi successivamente alla questione legata alla rete dei sindaci continua: “Un passaggio che dovrebbe fare l’amministrazione sarebbe aderire alla rete dei sindaci per affermare con forza il diritto all’acqua pubblica. Il comune deve partecipare ai progetti per la depurazione delle acqua e diversificare e ben indirizzare le cosiddette acque duali“.

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