L’acquario di Napoli ha l’acqua alla gola.

La stazione zoologica Anton Dohrn, una delle più importanti a livello mondiale nello studio della biologia marina sarà ricollocata dopo i tagli previsti dal governo Monti nella spending review.

“Il 6 luglio – dice Gianluca Treglia – la condanna della Stazione zoologica è stata sancita in Gazzetta Ufficiale. Noi andiamo avanti, ma il futuro è qualcosa che non si può prevedere. Saremo accorpati al Cnr, senza autonomia, tutto si rivedrà”.

La Stazione Zoologica Anton Dohrn con l’Acquario di Napoli fu costruita nel 1872 dallo scenziato tedesco Anton Dohrn, è l’acquario più antico d’Europa e contiene specie provenienti esclusivamente dal Tirreno. La Stazione zoologica è dedicata al suo fondatore, il naturalista Anton Dohrn, ed è ricca di oltre 20.000 campioni di fauna marina e di un esauriente erbario della flora marina del Golfo di Napoli.

Il presidente Enrico Alleva rispondendo alla domanda circa critiche e pareri negativi nella gestione degli anni passati specie nell’esercizio 2008 e 2009 dichiara: “L’istituto è stato complessivamente bene amministrato ed ha mantenuto intatto il suo ruolo di prestigio, nella ricerca e nella divulgazione scientifica, nonostante le difficoltà legate ai trasferimenti sempre più scarsi di risorse. Questo è un fatto. Così come è un fatto che cancellare la Stazione Zoologica e inglobarla in una qualche altra struttura è il miglior modo per disperderne le specificità e le competenze riconosciute a livello internazionale”.

Aggiunge riguardo all’accorpamento al CNR “Chiederemo con forza al Governo di tornare sui suoi passi. Siamo impegnati, mi riferisco in particolare alla gestione che ho avviato ad agosto 2011, a rivedere e razionalizzare la spesa. Continueremo a farlo con ancora più rigore, non c’è dubbio. Però in una struttura che deve rimanere quella che oggi è, erede di una gloriosa tradizione e forte di una specificità su cui non bisogna passare la spugna”.

Intanto proprio due giorni prima della fatidica data del 6 luglio, in cattività alle ore 8.00 i ricercatori della stazione zoologica in villa comunale hanno trovato un evento straordinario come la nascita di nuova vita, ancor di più perché avvenuta in cattività, del cavalluccio marino. Il padre-puerpero aveva fatto il suo dovere, un centinaio di piccoli cercavano di allontanarsi, perfettamente autonomi, come accadrebbe in natura.

Mentre a Bagnoli si realizzerà nell’ex Acciaieria il nuovo acquario di Napoli, dove l’idea è quella di ispirarsi ai più grandi acquari come Genova e Barcellona. In questo modo l’Acciaieria, uno dei manufatti di archeologia industriale, diventerà uno dei maggiori attrattori del Parco Urbano grazie anche alle sue imponenti dimensioni: circa 18.000 metri quadrati di superficie coperta e un volume di oltre 600.000 metri cubi.

L’investimento complessivo previsto per la realizzazione dell’opera è di circa 100 milioni, di cui 40 con risorse pubbliche, la restante parte reperita con capitali privati in “project financing”. Attualmente l’acquario di Napoli è un punto di educazione ambientale e di soccorso per gli abitanti del mare feriti come spesso capita con le testuggini, ma il taglio previsto dal governo Monti ha messo una seria ipoteca sulla guarigione di questa splendida stazione zoologica.

A tutt’oggi il destino della struttura sembra ormai essere definitivo, in quanto ai numerosi appelli sia dalla comunità scientifica che dagli operatori del settore non è stato dato alcun seguito.

E’ proprio vero che in tempo di crisi la prima cosa che si taglia è la cultura.

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