Crisi o speculazioni? Anche a Casoria è sorta una spiaggia. E l’esercito degli esodati cresce.

87 (ottantasette). Non stiamo dando i numeri: sono le persone che perderanno il lavoro. Un’età media tra i 45 e i 50 anni, oltre la metà donne. Madri e padri di famiglia, cui la Riforma del lavoro non consentirà di ricollocarsi, per vivere un’esistenza dignitosa.

La Telecontrolli S.r.l. è una società operante nel settore dell’elettronica industriale: progettazione, produzione  e vendita di moduli elettronici a film spesso (circuiti ibridi) e moduli a radio frequenza a corto raggio. Stiamo parlando di high tech, tecnologia speciale che annovera tra i suoi principali fruitori Jabil Circuit, Ansaldo, Marconi, Getronic, RF Solution, Esaote Biomedica, tanto per citarne qualcuno. Da non sottovalutare l’indotto, le tante, tantissime micro imprese che ruotano intorno a questi colossi dell’industria.

Il 60 % del fatturato della Telecontrolli è destinato al mercato estero e non è cosa di poco conto.

Una realtà attiva sul territorio di Casoria, in Via Nazionale delle Puglie, al civico 177 da oltre 25 anni e che fino al 2005 faceva riferimento alla  IPM Group (Industria Politecnica Meridionale) di Arzano, fondata da Remo De Feo, un ex dipendente della Ericsson. Nella direzione della Telecontrolli, intanto, subentra l’ingegnere Vittorio Savarese che ne diviene anche proprietario, ma nel 2010 cede l’attività al suo consulente finanziario, il dottor Francesco Ferdinando Verolino (attuale proprietario), proprio quando l’azienda stava sull’orlo della crisi, per mancanza di fondi adeguati per espletare gli ordini al portafoglio di entità consistenti.

Il delegato RSU, Ciro Buonaurio, ci riferisce: Il dottor Verolino ritiene di aver condotto sino ad oggi una politica gestionale molto oculata, sollevando la Società dalla condizione di dissesto, con l’apporto di strumenti statali, quali i CDS (contratti di solidarietà), per sostenere il dichiarato stato di crisi per  esubero strutturale”. ( Leggi esubero di persone).

Qualche mistero c’è, anzi più di uno.

Premesso che i lavoratori sono soggetti da circa due anni ad un Contratto di Solidarietà che prevede in media la riduzione dell’orario di lavoro del 60%, che non hanno percepito le spettanze retributive relative ad alcune mensilità, parte della tredicesima del 2011, il premio perequativo art.9 CNL, si scopre, attraverso le organizzazioni sindacali che i ticket mensa non percepiti vengono regolarmente citati in busta paga, il versamento dei contributi al fondo Cometa dal gennaio 2010, anch’essi regolarmente citati e contabilizzati in busta paga, ma non versati; accade la stessa cosa anche per  il  versamento dei contributi sindacali.

Il mistero più grande.

Una Società, che dichiara lo stato di crisi per fare ricorso agli ammortizzatori sociali, rileva un’altra società, dichiara un nuovo stato di crisi  e spedisce il 50 % del personale a fare compagnia ai lavoratori di Casoria, sotto gli ombrelloni del “lido Telecontrolli S.r.l.”: una spiegazione logica non c’è, logica proprio no.

Ma ascoltando il coro dei lavoratori che si leva all’unisono, una ragione possiamo attribuirla ad una scelta così scellerata. Il delegato sindacale:

“Esisteva in Campania il secondo polo italiano delle Telecomunicazioni  e di conseguenza un esercito di professionisti detentori di una precisa e determinata conoscenza in materia. Poi iniziarono le danze e si sono divertiti tutti, politici, banche, imprenditori da strapazzo e volgari faccendieri a distruggere quanto c’era. Ci sono riusciti, non c’è più niente: ci sono solo orde di professionisti ultracinquantenni ormai senza lavoro che ahinoi vanno solo ad accrescere le già enormi  fila di disoccupati Campani e che, per effetto delle ultime leggi in materia di lavoro, non hanno più neanche la speranza di trovarne un altro. Anche alla Telecontrolli è toccata la stessa sorte; non si poteva sfuggire all’infame destino ormai di moda che caratterizza i nostri tempi. Abbiamo ben visto quello che è successo con l’operazione IXFIN: solo una grande speculazione ai danni dei lavoratori. Banche e finanza regnano  oggigiorno.  La crisi c’è e questo è un dato di fatto, ma l’industria sana in questo paese la buttiamo nel bip, tanto non serve. Serve solo da tramite a spietati, ciechi e incapaci speculatori che puntano solo ai   propri  interessi e laddove così non è, costoro non hanno l’esperienza per recepire i segnali che l’azienda invia, gli manca la conoscenza della materia, l’umiltà di ascoltare chi l’ha vissuta da sempre, la giusta sensibilità, la modestia. Prevale, invece, l’arroganza che ci ha condotto al capolinea. Al disastro”.

Lunedì, ultimo scorso, sono intervenuti  il Sindaco di Casoria, il dottor Vincenzo Carfora e l’assessore alle Attività Produttive, il senatore Tommaso Casillo ed il giorno 24 luglio la Prefettura di Napoli, attraverso un suo funzionario: tutti,  in maniera accorata, hanno invitato i Sindacati (FIOM, FIM,UILM), le RSU e, soprattutto, il dottor Verolino a trovare una soluzione accettabile per i lavoratori, ma che miri a preservare l’ultima realtà produttiva rimasta sul suolo di Casoria.

In attesa di essere convocati presso gli Uffici della Regione Campania, gli 87 (più il rinforzo dei familiari) si godono le vacanze al “lido Telecontrolli S.r.l.” sotto gli ombrelloni fuori l’Azienda.

Il paradosso dei paradossi: quotidianamente, continuano a giungere richieste da parte dei committenti.

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