Consiglio comunale di Napoli, le opposizioni scrivono al prefetto

Sotto accusa la modalità utilizzata dalla giunta de Magistris per approvare le variazioni di bilancio. Il sindaco: “Una parte dell’opposizione fa ostruzionismo fine a sé stesso”

Napoli, 20 dicembre – “Oggi, di fronte all’ulteriore prova di arroganza e irresponsabilità della giunta de Magistris e della sua maggioranza, le opposizioni consiliari hanno scritto al Prefetto di Napoli per denunciare l’illegittima modalità, divenuta ormai una pratica sistematica, utilizzata dalla Giunta per approvare variazioni di bilancio coi poteri del Consiglio Comunale”. Lo dichiarano i gruppi consiliari del Partito Democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Prima Napoli, Napoli Popolare, Fratelli d’Italia e La Città.

“Nel corso del 2017 la Giunta ha inviato – proseguono i consiglieri – all’Aula decine di provvedimenti straordinari di questo tipo in palese mancanza del carattere dell’urgenza, fino ad arrivare all’aberrazione di presentare alla ratifica consiliare, nelle ultime due riunioni di Consiglio convocate, il 5 dicembre scorso e nella seduta di oggi, oltre 50 provvedimenti. Si tratta di atti che dispongono spese o entrate in larga parte programmabili o sottoponibili al Consiglio con normali manovre di bilancio e per i quali non c’è alcuna necessità di intaccare i poteri di discussione e di modifica ad appannaggio dei consiglieri. Invece, con una generica motivazione di urgenza, la Giunta ha completamente espropriato delle proprie prerogative di legge il consiglio, ormai chiamato esclusivamente a esprimersi con un ‘si’ o ‘no’ su decisioni preconfezionate dal sindaco”.

“La stessa maggioranza, durante l’ultima seduta del Consiglio, peraltro disertata da tutte le opposizioni per protesta, aveva contestato l’approvazione in solitaria da parte della Giunta del programma di interventi da attuare nell’ambito della misura nazionale del Reddito di Inclusione, presentandola al Consiglio come una semplice variazione di bilancio. Ma anche i consiglieri di maggioranza sono stati beffati dal sindaco che ha ripresentato lo stesso identico provvedimento, semplicemente cambiandogli la copertina e imponendo la convalida di tutti gli atti già adottati dall’assessore Gaeta e dagli uffici. È impossibile andare avanti in questo modo: la terza città d’Italia non può essere amministrata con atti illegali che espropriano i poteri di indirizzo e controllo del consiglio. Per questo ci siamo appellati al prefetto. È necessario un intervento urgente da parte dell’autorità di garanzia e, se necessario, anche da parte delle magistrature dello Stato. Occorre ripristinare le condizioni di agibilità democratica e l’esercizio dei poteri ordinari dei rappresentanti della città, di qualunque gruppo o espressione, appartenenti al consiglio comunale” concludono i consiglieri di opposizione.

La risposta del sindaco sulla polemica delle opposizioni non tarda ad arrivare. Il primo cittadino, durante un colloquio coi cronisti a margine del Consiglio comunale, afferma: “Le 46 delibere sono necessarie e nell’interesse della città. Talvolta, per come è il quadro normativo del nostro Paese, capita che si devono approvare una serie di delibere, altrimenti scadono. Quella scadenza non diventa un danno per la Giunta, ma per la città, perché queste delibere riguardano servizi essenziali. Una parte dell’opposizione sta facendo ostruzionismo fine a sé stesso: contro e non per la città”.

De Magistris poi attacca la consigliera e parlamentare Pd Valeria Valente. “Valente in questi anni è stata un po’ distratta – afferma il sindaco –. Sono stato sempre per la cooperazione istituzionale”. “Capisco – ha proseguito de Magistris – che roda un po’ a qualcuno, magari qualcuno che ha lavorato fino all’ultimo per non far passare certe norme. E che invece, grazie a un grande lavoro di cooperazione istituzionale che ha visto protagonisti Governo, forze parlamentari, si è raggiunto un obiettivo al quale altri avevano frapposto solo ostacoli”.

“Quando il sindaco elogia la collaborazione istituzionale è un punto a favore della città. Noi vorremmo che quella collaborazione ci fosse a pieno in questa sala consiliare. Non partecipare a un consiglio e venire qui con delle delibere, molte delle quali sono di ratifica, quindi non emendabili, pone il segno meno sulla necessità di avere un rapporto collaborativo nel rispetto delle reciproche posizioni e dei ruoli”, risponde il capogruppo Pd Federico Arienzo. “Quello che noi abbiamo chiesto e che continueremo a chiedere è che ci siano delibere aperte, perché ognuno di noi – conclude Arienzo – possa fare la propria parte, possa fare un emendamento e fare quello che i cittadini ci chiedono: far sentire la loro voce attraverso le nostre proposte”.

One thought on “Consiglio comunale di Napoli, le opposizioni scrivono al prefetto

  1. La risposta del Sindaco de Magistris merita qualche osservazione almeno per questo tratto: “……capita che si devono approvare una serie di delibere, altrimenti scadono”.

    Giusto!
    Il Sindaco dovrebbe verificare se le commissioni funzionano regolarmente perché si rileva che a volte vanno deserte.
    Questo tratto non convince perché se come si dichiara si vuole coinvolgere la città dovrebbe essere ordinario coinvolgere l’opposizione tutta e non soltanto una parte di essa.
    Altra osservazione riguarda il quadro delle scelte che Sindaco e Giunta che non coinvolge il Consiglio. Chiaramente è ordinario coinvolgere i consiglieri di maggioranza ma quando si dichiara che si vuole coinvolgere la città dovrebbe essere più che ordinario coinvolgere tutti i consiglieri di opposizione.
    Sindaco de Magistris. Napoli non è all’attenzione solo per la sua storia e per le sue evidenze artistiche e archeologiche e complessivamente per il peso che ha nel contesto culturale dell’Italia. Oggi Napoli è all’attenzione anche per come viene amministrata.

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