Movida a Bagnoli e ansia per gli abitanti del quartiere. L’estate vissuta come dramma da chi non è libero in casa propria di godersela appieno.

Gentile Redazione,

volevo commentare quanto accade nel quartiere di Bagnoli, puntualmente, ad ogni estate.

Eh si è estate e con l’estate arriva l’ansia per molti degli abitanti di Bagnoli.

Sindrome da “movida”. Sorvoliamo di commentare il fenomeno godereccio dei fuochi d’artificio nel quartiere tutte le notti verso l’una, quando c’è il sonno in fase REM, quello profondo, che viene interrotto improvvisamente e sistematicamente. Ma il dramma è che il sonno, quello essenziale, quello che se non lo assecondi alla lunga ti rimbambisce, non lo riacchiappi più.

Ci pensa il “TUNF! TUNF! TUNF!” del ritmo serrato e persistente, spesso fino alle quattro del mattino, di musica “dance” sparata a centomila decibel dalla collina al mare nella conca bagnolese. Mentre l’esercito dei teneri virgulti si diverte, l’altro esercito, quello che “’a zupp’e latt” la deve garantire con la propria fatica, (quando c’è), è già attivo dal mattino all’alba con gli occhi cerchiati, la mente confusa e la scatola di ansiolitici in tasca.

Depressi e incavolati perché non vi è tregua, essi si raccomandano a tutta la gerarchia del Regno Celeste affinché Ella li mantenga comunque in buona salute, perché non sia mai un’emergenza presupponesse l’arrivo immediato di un’ambulanza nella zona, la stessa sarebbe assolutamente impossibilitata a raggiungere la strada del mare intasata e bloccata all’inverosimile da migliaia di auto che tra l’altro operano il cosiddetto “ parcheggio selvaggio” all’interno addirittura dei portoni dei condomini privati.

Tutti ostaggi della “buena vida”. Ora, i bagnolesi hanno protestato eccome. Denunce e grida di aiuto per evidente compromissione della quiete e rischio per la salute pubblica alle autorità competenti si sprecano. Risultati in dieci anni di lotta? Ben pochi.

Sia chiaro: nessuno si sogna di fare perdere posti di lavoro, che sono sacrosanti specialmente in questi tempi di crisi, ma ci vuole una seria ed efficiente organizzazione: per il traffico (congestionato, in quelle ore), per i parcheggi (allo stato attuale insufficienti), per il rumore (oltre i livelli di tolleranza) e per la esigua presenza di controlli dell’ordine pubblico e del rispetto della legalità.

Con uno sguardo al presente 2012 e sperando nella salvezza oramai solo mediante un’eventuale evacuazione generale sulle astronavi UFO, i bagnolesi che ancora resistono senza vendere le proprie case, se la cantano, con un misto di rabbia e rassegnazione, alla Vasco Rossi, con parole adattate: “…vivo una vita, esagerata, di quelle che non dormi maaaaiiii….vivo una vita, la vivo piena di guaiii.

Lettera alla Redazione di Iolanda Amato.

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