Scuola, “Il Pd ha fallito, si faccia da parte”. L’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori rivolge un appello a Lega e M5s: “cancellate le discriminazioni tra lavoratori!”

COMUNICATO STAMPA dell”Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori

A distanza di due settimane dall’esito del voto politico, e dopo aver collezionato un’ampia rassegna stampa sul toto-ministro da designare alla guida del Miur, come Associazione a tutela dei docenti precari sentiamo l’esigenza di replicare ad alcune considerazioni prodotte dal signor Marco Campione, esponente del partito democratico, nonchè capo della segreteria tecnica del Miur.

Ebbene, mentre gli esponenti del Pd in queste ore si apprestano a lasciare le stanze dei bottoni del Ministero della Pubblica Istruzione a seguito della sonora bocciatura che gli elettori tutti, e i lavoratori della scuola in particolare, hanno ritenuto di riservare a chi in questi anni ha lavorato per attuare ad ogni costo il diabolico piano che ancora qualcuno si ostina a chiamare “la Buona Scuola”, il signor Campione ha sentito l’impellente bisogno di esternare giudizi critici nei confronti di proposte avanzate dal senatore Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, in occasione dell’Assemblea del 14 gennaio 2018 organizzata da noi dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori a Milano.

In quella occasione – commenta l’ingegner Pasquale Vespa, docente precario e presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori -, il senatore Pittoni, in un lungo e costruttivo confronto con i nostri soci intervenuti in Assemblea in rappresentanza dei territori del Nord Italia, ebbe a “presentare in anteprima la bozza dell’intervento legislativo (che ribalta l’interpretazione data dal Pd a una direttiva europea) con cui sostituiremo – dice il senatore – il famigerato comma 131 della Buona scuola, il quale stabilisce che “i contratti di lavoro a tempo determinato… non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi” – e a ribadire la necessità di – “riattivare i PAS (percorsi abilitanti speciali) visto che  Molti sono stati esclusi dal primo ciclo per pochi giorni o addirittura per un’interpretazione non omogenea a livello nazionale in merito agli anni di servizio maturati su più classi di concorso”.

Ma cosa dice oggi il signor Campione. Lo leggiamo dal suo blog, in un post dal titolo “Reclutamento: la Lega vuole tornare al passato. Cui prodest?” dove il consulente del Miur sfodera una tabella dei pro e contro dei percorsi abilitanti speciali, evidenziando la sua personale contrarietà alla proposta della Lega.

Al che ci è sorta spontanea l’esigenza di verificare il curriculum vitae dell’esponente politico per capire da quale formazione traggono origine queste “consulenze gratuite” e non richieste. Tra i titoli di studio il Campione annovera una maturità classica e un paio di corsi di formazione. Nessuna laurea, solo un corso ed un master che in genere chi lavora come docente della Scuola Pubblica Italiana affianca alla Laurea e spesso alla Laurea Vecchio Ordinamento!

Prima osservazione. Quale formazione è tanto specifica da dare consigli in merito alla selezione del personale docente? Forse sarà l’esperienza acquisita sul campo? Non ci basta. Per prendere seriamente in considerazione queste presunte competenze ci piacerebbe istituire un concorso in seguito al quale far seguire al soggetto in questione tre anni di tirocinio di cui uno sottopagato, uno con arrotondamento dello stipendio con delle supplenze in qualche istituto di formazione ed un terzo anno con prova finale! In pratica un percorso FIT.

A parte l’evidente ironia, ci chiediamo come mai il Pd sia il partito sostenitore delle discriminazioni tra lavoratori. Nel 2013 ai docenti precari con 540 giorni di servizio (tre annualità) fu data la possibilità di abilitarsi con il PAS valorizzando il merito dell’esperienza acquisita. Molti colleghi senza questo requisito presentarono ricorso e il Consiglio di Stato stabilì che in realtà erano sufficienti 360 giorni di servizio per abilitarsi con questa modalità. Moltissimi colleghi non produssero ricorso, tanti altri non avendo possibilità economiche non pensarono di abilitarsi visto che non era nemmeno prerequisito per partecipare ad un futuro concorso a cattedra. Poi la sventura di avere il Pd con Renzi al Governo.

Nel 2016 cambiarono le regole, per partecipare al concorso occorreva essere abilitati. Risultato, decine di migliaia di precari sono stati esclusi dal concorso! La schizofrenia politica però non si è arrestata qui ed ha portato nel 2017 all’approvazione del DL 59/17 e all’istituzione del FIT (formazione iniziale e tirocinio) al quale si accede con concorso SENZA abilitazione stavolta che però si consegue con il primo anno di specializzazione sottopagato. Per chi invece nel 2013 si è abilitato con il PAS, al quale magari ha partecipato su ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato, porte aperte al concorso del 2016 e al ruolo e oggi al concorso non selettivo che servirà semplicemente a graduare la presenza dei docenti nelle Graduatorie di Merito Regionale. Due occasioni in cui il Pd ha discriminato lavoratori con le stesse esperienze lavorative e fondamentali per il corretto funzionamento della Scuola Pubblica!

In pratica lo Stato si serve di lavoratori precari non abilitati, li fa lavorare per anni ed anni poi cambia le regole, quelle regole che rischiano ora di mandare a casa chi non essendo più giovane e con famiglia a carico non ha più il tempo di vivere per studiare ma dovrebbe solo continuare a lavorare!

Il campione di turno ci dirà che un lavoro nel settore pubblico si conquista con il superamento di un concorso. E allora come la mettiamo con chi pur essendo abilitato con il Pas o con il Tfa è stato bocciato al concorso riservato nel 2016 ed oggi ha una seconda chance con un concorso non selettivo?

I docenti precari di Terza Fascia con pluriennale esperienza hanno chiesto per tre anni ad un governo sordo pari opportunità, identiche a quelle dei loro colleghi. Oggi chiedono a Lega e M5s di cancellare queste discriminazioni. Il voto del mondo della scuola parla chiaro. Il Pd si faccia da parte, ha fallito con un finto ascolto. 

One thought on “Scuola, “Il Pd ha fallito, si faccia da parte”. L’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori rivolge un appello a Lega e M5s: “cancellate le discriminazioni tra lavoratori!”

  1. Grande professor Vespa, grande associazione e, incredibile a dirsi, anche grande Lega… e grazie se mantieni quanto promesso.
    Un precario da quindici anni con famiglia e figli ormai…

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