Ufficio Cremazioni chiuso per le festività, gli impresari funebri minacciano sciopero: “Evitate di morire a Pasqua”

È la prima festività che arriva dopo la scelta da parte del Comune di chiudere l’Ufficio Decreti e Cremazioni nei giorni “rossi” del calendario

Napoli, 28 marzo – Domani una delegazione di impresari funebri si recherà presso gli uffici dei funzionari e dei dirigenti del Comune per chiedere di nuovo chiarimenti in merito alla chiusura dell’ufficio Decreti e Cremazioni. “Mai come in questo momento, la Pasqua sarà una festività di resurrezione senza morte alcuna: si va verso la prima ‘chiusura per festività’ dell’Ufficio Decreti e Cremazioni napoletano, con conseguente blocco delle pratiche necessarie alle imprese per procedere nelle operazioni funebri”. Lo affermano i due rappresentanti campani di EFI (Eccellenze Funerarie Italiane, sindacato di categoria delle imprese di pompe funebri, ndr) Gennaro Tammaro e Alessio Salvato che denunciano: “Si è al limite del paradosso, e questo nonostante la denuncia da noi lanciata più di due settimane fa, in cui sottolineavamo subito che la nuova organizzazione dell’ufficio in questione di fatto creava uno stop inaccettabile nel fine settimana”.

“Insomma – affermano con sarcasmo Tammaro e Salvato – questa Pasqua cercate di non morire. Rischiereste di restare morti a casa dei parenti per un bel po’”. “Le due persone prima assegnate a questo ufficio – continuano – sono andate in pensione e rimpiazzate da due nuovi impiegati. La semplice sostituzione di queste due persone ha provocato il blocco festivo a un ufficio che per la sua delicata natura non dovrebbe mai chiudere, come accaduto fino a questa assurda inversione di rotta. Una vergogna che abbiamo già ribadito non degna della terza città d’Italia”.

“Nelle prossime ore – annunciano – una delegazione di impresari funebri si recherà presso gli uffici dei funzionari e dei dirigenti preposti per cercare ancora una volta di mettere riparo in extremis a questa imbarazzante situazione. Se non avremo risposte convincenti, siamo pronti a incrociare noi le braccia prima di Pasqua. Sciopereremo nella speranza che qualcuno comprenda che i morti non possono attendere”.

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