Sant’Angelo d’Ischia celebra la Giornata del mare e della cultura marinara

Appuntamento con studenti e cittadini: sicurezza, legalità, ambiente ed economia in sinergia tra Guardia costiera, Comune di Serrara Fontana e associazioni

Tutto orbita intorno al mare. Soprattutto su un’isola. Sviluppo sociale, economico e culturale del paese dipendono dalla sua salute. E dunque per sensibilizzare i giovani sul valore e le risorse della risorsa mare, in un Paese come l’Italia – che può contare sull’immenso patrimonio offerto dai suoi circa 7.500 chilometri di coste affacciate sui mari più belli del mondo – il Codice di riforma della nautica da diporto ha introdotto presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per oggi 11 aprile di ogni anno la Giornata del Mare e della Cultura Marinara, che il borgo di Sant’Angelo celebra in grande stile a partire dalle 9.30 di mercoledì.

Agli studenti e a tutti interessati saranno così esposti i principali compiti della Guardia Costiera e sarà illustrato il ruolo fondamentale della pesca nell’ambito dell’economia isolana, anche attraverso un incontro con il ceto peschereccio locale. E ancora: si parlerà di sicurezza in mare ed educazione ambientale e di cultura e arte marinaresca. Sono previsti gli interventi del tenente di vascello Alessio De Angelis, comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, e di Stefano Musella, comandante delegazione di spiaggia di Sant’Angelo d’Ischia. Quindi, il saluto del sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, e della professoressa Giovanna Cuomo, dirigente scolastico del Circolo Didattico di Forio e Serrara Fontana. L’evento è organizzato in sinergia con le associazioni Amici di Sant’Angelo e Nemo, con i pescatori del Borgo e la Cooperativa Battellieri San Michele e con la Balga.

La scelta della data, l’11 aprile, ricorda il naufragio della super-petroliera Haven, avvenuto nel 1991 nel tratto di mare dinanzi a Voltri. Le conseguenze furono drammatiche, sia in termini di vite umane (morirono il comandante e quattro membri dell’equipaggio), sia per il disastro ecologico che ne derivò (bruciarono 90 mila tonnellate di petrolio greggio e circa 1000 tonnellate di combustibile).

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