“No al debito ingiusto”, in tremila al corteo. De Magistris: “Ci attaccano perché non abbiamo privatizzato nulla”

In piazza Municipio la manifestazione per protestare contro il debito da 150 milioni contestato al Comune di Napoli. Alla contro manifestazione di piazza Trieste e Trento, dove si sono radunati gli avversari politici di de Magistris, c’era anche Casapound e gli esponenti del Pd hanno scelto di andarsene

Napoli, 14 aprile – “È la prima manifestazione contro il debito ingiusto in Italia, con oggi siamo passati alla storia”. A dirlo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, davanti a circa tremila persone riunite davanti palazzo San Giacomo per protestare contro il debito da 150 milioni che lo Stato contesta al Comune di Napoli (vai all’articolo). “Qualcuno”, ha aggiunto il sindaco riferendosi alla contro manifestazione dei suoi avversari politici in piazza Trieste e Trento, “ha provato a dividere la città, ma questa è una piazza di unità e di pace, una piazza che pone una questione che interessa l’intera collettività. Da qui parte un appello all’unità. La nostra non è una battaglia sul debito, ma una battaglia contro il debito ingiusto”.

“Siamo arrivati alla viglia di Pasqua – ha affermato il primo cittadino – a un centimetro dalla liquidazione. Ci attaccano perché non abbiamo privatizzato nulla, ma la nostra sete di giustizia è superiore alla loro cattiveria”. Poi l’annuncio del primo cittadino: “La settimana prossima una nostra delegazione sarà a Roma ma non col cappello in mano, non a chiedere l’elemosina, ma a chiedere una legge giusta per tutte le città italiane alle prese con debiti ingiusti”.

In contemporanea, a piazza Trieste e Trento, questa mattina si sono radunati gli avversari politici del sindaco, ma all’arrivo degli esponenti di Casapound, i rappresentanti del Partito Democratico hanno scelto di andarsene. “Abbiamo voluto fare una manifestazione per dire ‘no’ al cattivo governo. Eravamo disponibili a farla con forze che avevano questo obiettivo, ma ci sono alcuni paletti insuperabili. Il Pd non può essere presente in una piazza con forze violente, antidemocratiche e che non ripudiano il fascismo. Non possiamo fare altro che andarcene, non è possibile essere insieme a Forza Nuova e Casapound”, ha affermato la senatrice e consigliera comunale del Pd Valeria Valente. “Siamo stati invitati dall’organizzatore. Siamo qui senza simboli, come cittadini. Dovremmo provare a evitare polemiche sterili e divisioni se vogliamo proporre un’alternativa a de Magistris”, ha replicato l’esponente di Casapound Emmanuela Florino.

“Si sono sempre detti contrari al debito ingiusto. Hanno detto che avevamo ragione noi, ma che il sindaco si doveva fare di lato. Io invece non mi faccio di lato. Questa battaglia la combatto in prima persona a petto nudo mettendomi davanti”, ha commentato de Magistris. “È iniziato il nostro contrattacco ai poteri forti. Avranno il nostro fiato sul collo. Il mio e quello di tantissimi che sono con noi, al di là di questa piazza”, ha concluso il primo cittadino.

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