Cresce al Sud e in particolare in Campania la mortalità per malattie croniche

Si muore meno dove la prevenzione funziona. Al Sud la percentuale di mortalità per malattie croniche va dal 5 al 28%. Rienzi (Codacons): “la politica ha fallito, l’Italia non è in grado di garantire lo stesso livello sanitario a tutti i cittadini”

In Italia si muore meno per tumori e malattie croniche ma solo dove la prevenzione funziona, ovvero principalmente nelle regioni settentrionali. Al Sud, invece, la situazione è opposta: il tasso di mortalità per queste malattie è infatti maggiore di una percentuale che va dal 5 al 28% e la Campania è la regione con i dati peggiori. A sottolinearlo è il direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, Alessandro Solipaca, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute.

“Disuguaglianze sociali inaccettabili e vergognose per un paese civile, e un’Italia che viaggia a due velocità sul fronte della salute” afferma il Codacons, commentando i risultati del Rapporto Osservasalute. “Alla base di tale divario enorme e che attiene alla vita e al benessere dei cittadini, c’è la difficoltà di accesso a servizi sanitari efficienti per una consistente fetta di popolazione residente nel sud Italia – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Eppure chi risiede nel Mezzogiorno contribuisce al pari degli altri cittadini a finanziare il Ssn attraverso le tasse, ricevendo in cambio meno servizi e di qualità peggiore rispetto al nord”.

L’Italia non è in grado di garantire lo stesso livello sanitario a tutti i cittadini, e in questo la politica ha fallito miseramente creando disparità inaccettabili sul territorio – prosegue Rienzi – Per questo proponiamo di ridurre in modo proporzionale la quota di tasse relativa al settore sanitario a quei cittadini che risiedono in Campania e nelle regioni del sud dove la mortalità per malattie come i tumori registra numeri superiori rispetto alla media nazionale”.

In occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute, il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi, ha affermato, riferendosi al gap tra le regioni italiane in termini di salute ed efficienza delle prestazioni del Ssn che “È dunque auspicabile che si intervenga al più presto partendo da un riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno, come ampiamente evidenziato nel nuovo Rapporto Osservasalute”.

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