Si ripete il miracolo di San Gennaro. Sepe: “Sangue della malavita vero cancro di Napoli”

Il vescovo: “Violenza non è coraggio, il mio dovere è lanciare un grido d’allarme”

Napoli, 6 maggio – Si è ripetuto il miracolo di San Gennaro. L’annuncio della liquefazione del sangue è stato dato alle ore 18.37 di ieri 5 maggio dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, nella basilica di Santa Chiara. Quella del sabato che precede la prima domenica di maggio è la prima delle tre date in cui è atteso il miracolo del patrono. Le altre due ricorrenze sono il 16 dicembre, in ricordo del 1631 quando, dopo le invocazioni e preghiere a San Gennaro, si interruppe un’eruzione del Vesuvio, e il 19 settembre, giorno nel quale si festeggia il martire, santo patrono della città di Napoli e della Campania. Il sangue, comunque, è apparso già sciolto quando la teca contenenti le reliquie è stata estratta dalla cassaforte nella cappella della Deputazione del Tesoro. Non è la prima volta che il sangue viene estratto già sciolto dalla cassaforte dove le reliquie del patrono di Napoli sono abitualmente custodite. Un fenomeno che, secondo i devoti di San Gennaro, rafforza il carattere di assoluta imprevedibilità di questo evento.

La liquefazione del sangue è considerata dai partenopei di buon auspicio per le sorti della città. Il busto e l’ampolla contenente le reliquie sono state portate in processione dalla Cattedrale fino alla basilica di Santa Chiara, attraversando le strade del centro antico della città. Lungo il percorso i parroci del territorio attraversato hanno onorato il santo patrono con l’offerta dell’incenso e il suono delle campane. Ad accompagnare il corteo, la Fanfara dei carabinieri.

“E’ il sangue della malavita, quella comune o quella organizzata, che resta un vero cancro di questa meravigliosa terra, che non riesce a liberarsene del tutto, nonostante la reazione e la lotta della gente sana, nonostante una diffusa cultura antimalavitosa, nonostante l’impegno e i successi delle forze dell’Ordine”. Queste le parole del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, in occasione delle celebrazioni.

San Gennaro soffre veramente – aggiunge – perché troppe strade di Napoli, anche quando non sono bagnate dal sangue, sono diventate teatro di violenza“. “Una violenza spesso gratuita, quasi irrazionale, perché non sempre nasce dall’avidità del danaro dalla tendenza a delinquere o dall’abitualità criminosa  o ancora dalla inclinazione al delitto e dalla pericolosità sociale”.

“Tutti siamo chiamati in causa, a cominciare dalla Chiesa. Credenti e non debbono sentirsi impegnati in ragione del proprio ruolo e della propria responsabilità”. Afferma il cardinale Sepe “Tutti dobbiamo fare la nostra parte”.

Tra i presenti al rito anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Regione e Comune erano rappresentati dall’assessore Amedeo Lepore e dal vicesindaco Raffaele Del Giudice.

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