Carceri, ancora un telefono cellulare sequestrato nel minorile di Nisida

Il sindacato di polizia penitenziaria SAPPE: “E’ in atto una dimostrazione di forza dei clan nei penitenziari contro lo Stato”

Napoli, 15 maggio – Torna al centro delle cronache il carcere minorile di Nisida, dove alcuni giorni fa sono stati rinvenuti e sequestrati dalla Polizia Penitenziaria telefoni cellulari ed un detenuto era evaso dall’istituto di pena dell’isola flegrea. Ma questa volta è particolarmente preoccupante “la chiave di lettura” che il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE fa degli eventi.

Carmine d’Avanzo, coordinatore nazionale SAPPE per la Giustizia Minorile: “Ancora una volta il carcere minorile di Nisida sale alla ribalta. Un nuovo telefonino è stato scovato e sequestrato dal personale di Polizia Penitenziaria nella giornata di sabato. E ancora una volta, grazie al lavoro d’intelligence dei Baschi Azzurri, che mediante una operazione paziente, meticolosa, fatta scattare nell’orario pomeridiano, è stato scoperto, ben occultato, in uno spazio comune, frequentato da tutti i detenuti, un telefonino di ultima generazione perfettamente funzionante. Ha partecipato a tale brillante operazione il personale in servizio al completo. Il risultato raggiunto è encomiabile e merita senz’altro il plauso del SAPPE, che da sempre è vicino al Reparto di Polizia Penitenziaria di Nisida in particolar modo, in questo difficile, delicato periodo in cui stanno registrandosi diversi episodi in cui la popolazione detenuta sta provando ad alzare il tiro per una vera propria “dimostrazione di forza” contro l’Istituzione, lo Stato, i suoi Operatori. Il Sappe ritiene che questa vera e propria “sfida” in questo presidio ultimo di legalità dello Stato, qual’è il carcere, deve essere stroncata con fermezza e vinta senza mezzi termini.

Dal canto suo, la Polizia Penitenziaria, a Nisida, ce la sta mettendo tutta, profondendo al massimo sacrificio, abnegazione e spirito di Corpo! L’auspicio del Sappe è che in tale cruenta battaglia, il personale non venga lasciato solo, … e soprattutto, che  chi di competenza, Direzione e Comandante del carcere minorile di Nisida, il Centro regionale per la Giustizia Minorile, la Magistratura facciano fronte comune, gioco di squadra per sconfiggere gli ormai palesi tentativi della delinquenza di provare ad impadronirsi di Nisida per dettare la loro legge, quella della strada, anche all’interno delle mura dell’Istituto Minorile napoletano. Il Sappe vigila e vigilera’ sempre per scongiurare tale rischio: noi siamo per la legalità e la Sicurezza. E da qui, non passa nessuno!”.

Per il Segretario Generale SAPPE Donato  Capece “il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento, dalla irragionevole decisione di mettere per legge uomini di 25 anni in carceri per minori? Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e quelli della Giustizia Minorile e di Comunità hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”.

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