Bimbi prematuri, uno su due ha disturbi di linguaggio e apprendimento 

Nuovo studio presentato dalla Federazione Logopedisti Italiani (FLI) al congresso della Società Italiana di Otorinolaringologia in corso a Napoli. Il logopedista ‘figura chiave’ dopo la terapia intensiva neonatale


Napoli – In Italia ogni anno 50 mila neonati, pari a un neonato su dieci, nascono prima della 37a settimana. Sono piccoli e fragili, da trattare con cura speciale, di basso peso e/o con danni neonatali, per cui prima di tornare a casa con mamma e papà trascorrono giorni o settimane ricoverati in una terapia intensiva dove si decide il loro destino. Un prematuro su cinque, infatti, avrà danni a lungo termine anche gravi, dalla sordità alla paralisi cerebrale e deficit mentali, e fino a uno su due presenterà ripercussioni più lievi, ma invalidanti, come disturbi del linguaggio, difficoltà di apprendimento o deficit dell’attenzione e iperattività, e l’80 per cento avrà difficoltà nell’alimentazione orale, con un rischio di conseguenze molto elevato nei grandi prematuri, che nascono prima della 32a settimana e sono il 2% del totale.

Una cura a 360 gradi che tenga conto di tutte le esigenze di questi piccoli può fare la differenza: la presenza di un logopedista in terapia intensiva può rivelarsi decisiva per accorciare la degenza, riducendo problemi come le difficoltà nell’alimentazione autonoma e nella comunicazione, o i possibili disturbi nello sviluppo neuropsicologico. Soprattutto a rappresentare una sfida particolarmente difficile per i neonati prematuri, e che rende importante la figura del logopedista, è il passaggio dall’alimentazione parenterale o enterale a quella orale.

Per questo la Federazione Logopedisti Italiani (FLI) propone che in tutte le terapie intensive neonatali sia disponibile il supporto logopedico, da garantire poi anche dopo la dimissione dall’ospedale, per seguire anche successivamente al ricovero la crescita di questi bimbi così delicati e ridurre al minimo gli esiti di una nascita troppo precipitosa. La proposta nasce da uno studio di Sara Panizzolo, Logopedista Magistrale presso l’Unità Operativa Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale all’Ospedale Monaldi di Napoli, pubblicato sulla rivista Logopedia e Comunicazione e presentato nell’ambito del congresso nazionale della Società Italiana di Otorinolaringologia in corso a Napoli.

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