“Ercolano 2030”, al Mav si pianificano le strategie

Giornata di avvio di un programma di laboratori partecipati sul futuro del sito e del suo rapporto con la città intorno, un’iniziativa del Packard Humanities Institute e del Parco Archeologico di Ercolano

Il 7 giugno si svolgerà una giornata laboratorio sul tema “Ercolano 2030” per promuovere lo sviluppo di un piano strategico partecipato e di lungo termine per il Parco Archeologico di Ercolano, inteso sia come patrimonio archeologico UNESCO sia come patrimonio culturale compreso nel più ampio territorio al suo intorno. Il nuovo istituto autonomo vuole infatti lanciare una serie di appuntamenti da svolgersi tra il 2018 e il 2019 dedicati all’esplorazione del significato culturale più esteso di Ercolano, con l’obiettivo di ripensare la città antica come chiave rigenerativa della città moderna, per creare o ricondizionare i luoghi con la finalità principale del benessere delle persone.

Un saluto iniziale verrà portato dal Generale Cipolletta DG del Grande Progetto Pompei, ai lavori parteciperanno inoltre componenti  dell’Unità Grande Pompei e del Parco Archeologico di Pompei.

Gli appuntamenti prenderanno la forma di laboratori arricchiti da sopralluoghi, presentazioni e momenti di discussione, sperimentando metodologie di ‘placemaking’ collaudate in altre realtà urbane del mondo compatibili con il territorio vesuviano. Verranno anche esplorati i processi  intrapresi finora da diversi attori che ruotano intorno al sito UNESCO, con un focus particolare su quelli realizzati in seno all’Herculaneum Conservation Project (HCP), una collaborazione pubblico-privata tra Packard Humanities Institute e  l’ente di tutela (PA-ERCO). Gli incontri saranno arricchiti dalla partecipazione di molteplici gruppi di interesse  e del grande pubblico.  Il processo partecipativo così avviato, vedrà nel corso delle varie tappe la creazione di  ‘delivery groups’ , composti da specialisti, rappresentanti delle istituzioni e gente comune uniti in gruppo con obiettivi specifici, per esplorare metodi e pratiche di gestione, di conservazione del patrimonio culturale e di rigenerazione del rapporto tra bene culturale e comunità alle quali appartiene.

La giornata si aprirà con un momento pubblico, con due presentazioni mirate a offrire da una parte una veduta di insieme sulle prospettive di cambiamento nel territorio vesuviano ed Ercolanese e dall’altro una panoramica su esperienze di gestione di patrimoni UNESCO altrove nel mondo, con esempi di approcci e strumenti adottati su beni naturali e culturali che coniugano risultati per la conservazione a benefici per la società civile.

In seguito, la sessione si sposterà ad un lavoro di gruppo ‘a porte chiuse’ in cui i partecipanti saranno invitati a riflettere su 3 luoghi chiave di Ercolano cercando di eseguire un’analisi dello stato di oggi che già identifichi le macro-aree dove i miglioramenti sono auspicabili e plausibili. Un confronto finale tra i partecipanti permetterà di individuare le possibili azioni da intraprendere insieme con i relativi gruppi di interesse durante le prossime tappe del piano strategico partecipato ‘Ercolano 2030’.

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