Sole che delizia, ma attenti alle pillole per l’abbronzatura “facile”. Servono davvero?

Il settimanale “Il Salvagente” pubblica un test su 12 diversi integratori alimentari consigliati come preparatori pre-tintarella in spiaggia.

Queste pillole promettono di evitare i danni delle radiazioni solari e gli eritemi. La realtà però è ben diversa in quanto i preparatori all’abbronzatura non sono altro che antiossidanti arricchiti, spesso, da tirosina ovvero uno stimolatore della produzione di melanina e da altre sostanze che l’associazione delle farmacie cataloga, in alcuni casi, come sgradite.

La spesa per un trattamento mensile varia dai 15 agli 85 euro. I trattamenti sono però consigliati per almeno due mesi.

E’ da notare che sulle scatole le indicazioni solite sono “aiuta” e “coadiuvante” per cui non vi è nessuna certezza che tali integratori possano essere davvero efficaci come preparatori all’abbronzatura.

Nella fattispecie studi clinici dimostrano che alcuni tipi di pillole possono aiutare in casi di fotosensibilità o fotodermatititi però occorre vagliarne con attenzione la composizione.

Secondo alcuni scenziati la soluzione per abbronzarsi in modo più semplice sarebbe quella di produrre più melanina esponendosi meno ai raggi solari così da avere meno danni alla pelle. Purtroppo la pillola ad hoc e sicura non esiste ma è in fase di sperimentazione è ancora in laboratorio, e si inietta.

Il sole è importante per la produzione, a noi vitale, di vitamina D, essenziale per le ossa. Di contro, sottoporsi a una quantità di raggi UV elevate (sole e lampade) comporta mutazioni del DNA che possono portare a tumori della pelle.

Per questo motivo, con o senza pillole, è consigliato non esporsi al sole nelle ore di punta ossia dalle 12.00 alle 16.00 e di proteggersi con solari adeguati al fototipo della propria pelle.

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