ItsLab di Torre Annunziata licenzia 36 lavoratori

Licenziati nell’indifferenza di Istituzioni e sindacati e nel silenzio della stampa mainstream. Questo il grido di dolore dei lavoratori che oggi si ritrovano in mezzo ad una strada, senza stipendio

36 lavoratori licenziati, molti altri andati via, in altre Aziende, con significative riduzioni di stipendio, molti mesi non retribuiti per tutti, dieci anni di contribuzione integrativa non versata (fondo Cometa), una proposta di Concordato preventivo che spalma, poco credibilmente, i molti milioni di euro (circa 46) di debito verso i dipendenti in addirittura 6 anni. Insomma una mattanza vera e propria, consumata in assoluta libertà, senza che Istituzioni – Regione Campania e MISE – e sindacato mostrassero un interesse compatibile con la gravità degli eventi, senza che venissero esercitate azioni che potessero almeno mitigare gli effetti devastanti di questa vicenda.

“Lavoratori abbandonati a se stessi”, un tema ricorrente di questi ultimi anni, nei quali a madri e padri non è garantito neanche il minimo sostegno ai propri diritti in tema di lavoro, ed ai figli è riservata, nella migliore delle ipotesi, una vita fatta di precarietà, disagi, incertezza del futuro, necessità di sostegno. Questa la condizione dei lavoratori di ITSLAB.

Eppure trattasi di lavoratori esperti, specializzati in tecnologie del tutto attuali, impegnati, nella maggioranza dei casi, in attività professionali di profilo adeguato al mercato. Ericsson, TelecomItalia, Enel e molti altri erano i clienti per i quali i disoccupati di oggi lavoravano fino a poco più di un anno fa.

“Possibile che non vi fossero alternative che permettessero il loro reintegro nel mondo del lavoro?” E questa la domanda che si pongono i lavoratori dell’azienda in crisi. “Possibile che sindacato ed Istituzioni non individuassero, in questa soluzione, un obiettivo credibile sul quale spendersi col massimo impegno?” Eppure è accaduto, la mattanza ha avuto corso nell’indifferenza generale e forse continuerà a consumarsi ulteriormente.

Ora il problema è nelle case e nelle famiglie dei singoli lavoratori, non è più un problema sociale. La stampa mainstream tace e tutti sono tranquilli, sindacato ed Istituzioni. La vicenda è per loro conclusa. Non lo è invece per i 36 lavoratori licenziati e per le loro famiglie che vivono ore difficili e sconfortanti. “Richiamiamo perciò sindacato ed Istituzioni ad occuparsi, per loro dovere statutario, del destino dei cittadini che hanno subito vicende come queste, senza averne alcuna responsabilità, e ad indagare tutte le possibili vie che possano contribuire ad alleviarne gli esiti disastrosi. Il loro silenzio ha oggi un sapore di complicità o, quantomeno, di assenza totale di empatia e senso del proprio dovere”, questo l’appello dei lavoratori.

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