Ponticelli, condanne per tre estorsori: cercarono di creare un nuovo clan ai danni dei commercianti di Napoli Est

Otto commercianti si sono costituiti come parte civile. Condannati per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso

Il Tribunale di Napoli ha condannato tre persone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lo scorso Natale questi agirono nei confronti di dieci vittime, tutti commercianti del quartiere Ponticelli, traendo forza dalla nascita di una neonata organizzazione camorristica nella periferia orientale della città.

Contributo fondamentale per le indagini della Polizia di Stato sono state le dichiarazioni rese dalle vittime che hanno collaborato con gli inquirenti permettendo di ricostruire i tentativi di estorsione. Gli imputati, nel periodo natalizio, hanno chiesto somme che oscillavano tra i duecentocinquanta e i mille euro, evocando l’appartenenza a un gruppo criminale di nuova costituzione e la destinazione delle stesse somme al sostentamento dei detenuti.

Otto commercianti si sono costituiti come parte civile al processo insieme all’associazione FAI antiracket di Ponticelli. La difesa delle vittime è affidata all’ufficio legale della FAI, Federazione delle Associazioni antiracket e antiusura Italiane. Il processo si svolge con rito abbreviato: la condanna è di sei anni e dieci mesi di reclusione per ciascuno degli imputati.

“Ancora una volta viene dimostrata l’importanza della rete associativa antiracket nel sostenere le vittime di estorsione. Fare fronte comune ed avvalersi dell’esperienza della FAI e dell’associazione antiracket di Ponticelli ha reso il percorso di questi commercianti coraggiosi un po’ più leggero, consentendo loro di difendersi dal ricatto camorrista non in maniera solitaria ma come parte di una squadra. Un grande plauso e ringraziamento va alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, le quali mai fanno mancare il loro sostegno e la loro professionalità, contribuendo in maniera fondamentale alla riaffermazione del diritto costituzionale di questi commercianti di esercitare la libera impresa” dichiara Luigi Ferrucci, presidente della FAI antiracket Campania.

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