Di Maio, i fabbricati abusivi dovranno essere abbattuti

L’inchiesta de Le Iene su una serie di irregolarità nell’azienda di Di Maio e famiglia hanno portato a minacce di morte all’inviato Filippo Roma

“Mai ricevuto minacce e critiche così violente”, spiegano fonti del programma “Le Iene” che mettono nel mirino il leader M5s e suo padre, Antonio Di Maio, per una serie di irregolarità nell’azienda edile di famiglia a Mariglianella, a Napoli.

Domenica sera è andato in onda il terzo e ultimo confronto con tra l’inviato Filippo Roma, “braccio armato” dell’autore Marco Occhipinti, e Di Maio. “Per il momento ci fermiamo qui – spiega Roma -. Con il video del padre di Di Maio la nostra inchiesta può dirsi se non conclusa, quasi”. Non filtrano voci di pressioni dall’alto dentro Mediaset per silenziare quella che è diventata in pochi giorni una bufera politica che prende in pieno il M5s, gli alleati della Lega. “A dire il vero – si lamentano fonti interne alle Iene, nei corridoi di Cologno – nessuno ci ha mai detto nemmeno bravi, ma fa parte del nostro mestiere”. E lo stesso Roma riflette amaro: “E pensare – dice – che prima il blog di Beppe Grillo sparava in home le nostre inchieste, quelle sul governo Renzi o Berlusconi. Ma ripeto non mi stupisco di niente”.

Nelle prossime ore, sarà tra l’altro notificato l’avvio del procedimento per l’abbattimento dei fabbricati abusivi e per la rimozione dei rifiuti presenti sul terreno a Mariglianella (Napoli) di proprietà di Antonio, padre di Luigi, e di una zia.

Il vicepremier Di Maio ha confermato poi la notizia del primo lavoratore in nero, Pizzo. “Solo lui”, però. Ma Le Iene hanno scoperto che non era un caso isolato: ci sono stati altri tre lavoratori pagati in nero: Mimmo, Giovanni e Stefano. La vicenda ha fatto subito il giro di tutti i media, italiani e stranieri, fino a generare anche richieste di chiarimenti politici in Parlamento. Qualcuno ha anche provato a diffondere una fake news in cui si sosteneva falsamente che Pizzo fosse stato in realtà un candidato del Pd.

Sarebbero stati impiegati in nero nel periodo tra il 2008 e il 2010, prima cioè che nel 2014 Luigi Di Maio entrasse nell’assetto proprietario dell’azienda. L’azienda edile che da trent’anni porta avanti il padre di Luigi, Antonio, infatti, prima era intestata alla madre Paolina Esposito, poi è confluita nell’Ardima srl, di proprietà dal 2014 al 50% del ministro e della sorella Rosalba. Fino a oggi, quando il capo politico del M5S ha deciso di scioglierla.

Uno dei tre operai, Mimmo, ha fatto causa all’azienda, e il ricorso in Appello risale al 2016, quando Luigi Di Maio era già nell’assetto proprietario.

Filippo Roma delle Iene è stato minacciato di morte su Internet e Di Maio si è associato alla solidarietà verso il nostro collega: “Nessuno attacchi Filippo Roma e Le Iene”.

La terza puntata dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti si è concentrata sui fabbricati abusivi a Mariglianella. Guardandone uno in particolare, Di Maio ci ha detto di ricordarsi che era “una stalla”. In realtà è una villetta con patio e piscina. In un foto del 2013 si vede il ministro del Lavoro proprio in quella piscina.

Inoltre il padre Antonio, che di fatto portava avanti l’azienda, dal 2006 non compariva più nell’assetto proprietario dell’azienda edile.

Di Maio ha promesso chiarimenti. Ieri il padre Antonio Di Maio si è scusato pubblicamente per tutta la vicenda. Ora il vicepremier ha sciolto l’azienda. La liquidazione dell’impresa edile, di cui il ministro è proprietario al 50% con la sorella Rosalba, sarebbe stata affidata, sempre secondo fonti interne al Movimento 5 Stelle, al fratello del vicepremier, Giuseppe.

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