De Magistris sulla manovra di Governo: “Create aspettative di cambiamento e invece riprendono i tagli ai Comuni”

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, critica la manovra economica del governo Conte definendola “in continuità con il passato”

“Devo registrare forte insoddisfazione perché il Governo nei confronti degli Enti locali aveva creato aspettative di cambiamento e invece con la manovra riprendono i tagli ai Comuni che erano stati interrotti da Gentiloni. Ci sono misure che vanno a colpire fortemente gli Enti locali e ci sono misure esclusivamente a favore di alcuni Enti”. A dirlo il sindaco di Napoli e vicepresidente Anci, Luigi de Magistris, in merito alla manovra economica del governo Conte.

“Vorrei ricordare al Governo – ha aggiunto il primo cittadino – che in Italia molti Comuni sono in predissesto o in dissesto e, come accade a Napoli, già con le tasse al massimo per colpe di governi precedenti. Mi sembra – ha proseguito – che si vada in perfetta continuità con il passato e che anche il governo del cambiamento voglia far ricadere sui sindaci il prezzo politico dell’aumento delle tasse, della compressione dei servizi mentre loro si fanno la propaganda con il reddito di cittadinanza, la flat tax e il taglio delle pensioni d’oro”

Facendo riferimento alla norma contenuta nella manovra di Governo che farebbe cadere la sanzione della Corte dei Conti che pende sul Comune di Napoli per la vicenda del Cr8 (vai all’articolo), il sindaco ha spiegato: “Va letta con attenzione perché è scritta in modo poco chiara, ma eliminerebbe un’ingiustizia che avrebbe potuto portare a clamorose proteste. Non è una norma ad hoc per Napoli ma è valevole per tutti i Comuni”. De Magistris, invece, critica fortemente la norma che assegna 75 milioni al Comune di Roma per riparare le buche. “È inacettabile – ha detto – perchè le buche sono in tutta Italia e ci sono sindaci che al riguardo sono oggetto addirittura di procedimenti penali”.

Rispetto al reddito di cittadinanza de Magistris ha affermato: “È l’unica novità della manovra ma mi sembra solo una misura assistenzialistica che non produce lavoro, che non è finalizzata a produrre economia e a rimettere in moto le imprese. Diventa solo il pane con la tessera e crea un vincolo tra chi riceve il denaro e chi politicamente lo ha consegnato. È un vincolo di ricaduta per consenso elettorale”.

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