Napoli, aggressione in carcere a Poggioreale

L’aggressione nei confronti di poliziotti Penitenziari alla scoperta di un cellulare posseduto da un rivoltoso

Campania penitenziaria ancora al centro delle cronache. L’ultimo grave episodio è accaduto a Napoli Poggioreale e lo racconta Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Ancora violenza contro i poliziotti Penitenziari in Campania. Uno dei detenuti sfollati dalla Casa Circondariale di Salerno, per motivi di ordine e sicurezza, dopo la sommossa messa in atto il 15 c. m. e trasferito alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale si è reso responsabile di ulteriore violenta aggressione verso i colleghi che lo stavano prendendo in carico. Veniva rinvenuto sulla persona del detenuto durante i controlli di routine un telefonino con SIM funzionante. Alla contestazione del cellulare, il detenuto andava in escandescenza con mossa repentina ingoiava la SIM ed aggrediva gli Assistenti di Polizia Penitenziaria che avevano rinvenuto il cellulare. L’ intervento di altro personale evitava il peggio e riusciva ad isolare il facinoroso in un Reparto di separazione. Qui lo stresso sfasciava le suppellettili e l’impianto idraulico della cella ove si barricava impedendo cosi l’accesso   al personale della Polizia e ai Sanitari. I due colleghi vittime della aggressione hanno dovuto far ricorso al ricovero presso l’ospedale Civile”.

“Ormai è un vero e proprio “bollettino di guerra”  – continua la nota – e a soccombere è il personale della Polizia Penitenziaria, gli eventi critici violenti negli Istituti della Campania hanno frequenza giornaliera grazie alla apertura delle celle. I detenuti più violenti hanno visitato tutti gli Istituti della Regione avendo sempre comportamenti violenti quindi occorre inviarli fuori regione per ordine e sicurezza o creare una struttura Penitenziaria in regione ove si possano controllare i detenuti più violenti. IL SAPPE esprime solidarietà ai colleghi vittime del l’ulteriore vile aggressione ed alla Polizia Penitenziaria di Poggioreale che lavora con grande professionalità. Si pensi che nell’ultimo mese hanno sequestrato circa un kg di hascic con tre arresti  e numerosi telefonini sequestrati”.

Solidarietà e parole di apprezzamento per la professionalità e lo spirito di servizio dimostrati dai poliziotti penitenziari di Poggioreale arriva da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se  le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. La situazione del carcere di Napoli Poggioreale si è notevolmente aggravata. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria. Per questo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria guidato da Francesco Basentini deve mettere la risoluzione delle tante criticità di Napoli Poggioreale tra le priorità di intervento”.

Per il SAPPE “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”. E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”. 

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