Parcheggiatori abusivi. A Napoli, nonostante l’ordinanza di novembre 2011 è ancora allarme legalità.

Quello dei parcheggi abusivi a Napoli è ormai un fenomeno conosciuto da tempo e rappresenta ancora oggi un nodo che, oltre a gravare sulle tasche dei cittadini, costituisce innanzitutto un grande problema di ordine pubblico e di sicurezza.

Molti sono gli spazi adibiti al parcheggio pubblico tra le strade della Città ma, se solo si provasse a fare un giro in auto o in moto, ci si accorge immediatamente che la “questione del parcheggio” a Napoli, è ormai diventata una vera e propria seccatura.

Se le strisce siano blu, bianche o gialle, infatti, poco importa. Sono sempre in centinaia i cosidetti “abusivi” che, con l’attenuante di aver fatto la guardia alla vettura, chiedono e a volte pretendono dei soldi per ripagare il “favore” fatto agli automobilisti.

Tra i cinquanta centesimi e i tre euro, insomma, il business è enorme e il parcheggio abusivo può fruttare anche diverse centinaia o migliaia di euro al giorno per ogni singolo parcheggiatore. Lo Stato ha più volte riconosciuto l’esistenza del problema e ha promulgato a riguardo una legge che punisce questo tipo di esercizio.

Anche l’amministrazione comunale, nell’ordinanza del 17 Novembre 2011, ha mostrato la volontà di impegnarsi seriamente al fine di garantire legalità, sicurezza e l’ordinato vivere civile nelle zone di tutta la città. Ma a cosa è servita questa ordinanza se già esiste una legge a riguardo? Pensandoci bene, una risoluzione a questo problema, seppur possibile è tutt’altro che semplice.

Si parla di multe, condanne e maggiori controlli, ma a più di sei mesi da quella ordinanza la situazione è rimasta invariata. I posteggiatori aumentano nonostante siano state messe in campo diverse leggi a riguardo. E’ opportuno capire che tutti i cittadini aspettano ansiosi dei controlli capillari su tutto il territorio e che giorno dopo giorno, Napoli, rischia di rimanere soffocata dall’illegalità.

Lascia un commento

cinque − 1 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.