Scuola, Vespa (AnDDL): “Chi lavora da 36 mesi deve essere stabilizzato”

Sul precariato, Vespa: “La soluzione è semplice e la Uil Scuola la porta avanti con determinazione”

Riportiamo l’intervista a Pasquale Vespa, Presidente di AnDDL e Coordinatore UIL Scuola Precari, a cura di OggiScuola.it sul tema istruzione.

Diplomati Magistrale. Dopo la sentenza gemella del CdS si attende la Cassazione il 12 marzo. Quale secondo il sindacato è la soluzione più idonea per le maestre? 

La soluzione l’ha definita la politica, ci sarà il concorso straordinario. Un concorso che agevolerà però anche chi ha accumulato i due anni di esperienza previsti dal bando grazie ad un ricorso e ad una semplice cautelare. Nel frattempo le Gae Infanzia storiche, maestre anche loro, non sono state opportunamente tutelate dalla politica. Come Presidente di AnDDL ho sempre affermato che le sentenze si rispettano, non si discutono. Ora saranno solo da applicare. Attenzione però, non esiste una soluzione idonea solo per le maestre ma deve esserci per tutti i lavoratori precari della scuola. Occorre salvaguardare tutti e non usare strumentalmente la disperazione di chi combatte per il proprio posto di lavoro, mettendo gli uni contro gli altri. Abilitati contro non abilitati, Dm contro Gae, tieffini contro passini. Questo gioco sporco della politica deve finire. Basta fare la campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori. Chi lavora da 36 mesi deve essere stabilizzato, rispettando le priorità acquisite. Gae in testa, abilitati e non abilitati. Il lavoro c’è, facciamo incontrare la domanda con l’offerta.

Terza Fascia. Dopo le promesse del Senatore Pittoni ora si dà il contentino dei punti extra al concorso. Si poteva optare per una soluzione diversa per chi ha decenni di precariato alle spalle?

Io sono un precario. Capisco chi dice che l’emendamento Pittoni è un passo avanti verso i precari con 36 mesi di servizio. Simbolicamente lo è, di fatto non serve perché non risolve il problema vero. Da precario, dico che la soluzione offerta sembra solo una panacea per ristorare chi non ha fame. Io ho fame, noi abbiamo fame. La soluzione è semplice e la Uil Scuola la porta avanti con determinazione. Serve un provvedimento urgente che acceleri la procedura concorsuale attraverso la sola prova orale non selettiva come l’hanno avuta gli abilitati nel 2018 con il concorso riservato. Conseguentemente l’ammissione ad un anno di formazione e prova per l’immissione in ruolo.

Classi pollaio. Si torna a discutere alla Camera sull’annoso problema, ma a monte mancano le risorse finanziarie. E’ ancora il caso di parlarne?

Si ritorna a parlare di classi pollaio perché siamo di nuovo in campagna elettorale! Sarebbe già un buon punto di partenza se si applicasse la normativa vigente che prevede la costituzione di classi iniziali con non più di 20 alunni in presenza di disabili. Basterebbe non aggirarla considerando questo vincolo perentorio. Per quanto riguarda le risorse, la politica deve cominciare ad interrogarsi cosa vuole farne di questo Paese. Finanziare la formazione e la Scuola pubblica devono essere una priorità per la crescita sociale, culturale ed economica dell’Italia. Fino ad oggi è stata solo una voce di costo da tagliare.

Autonomia scolastica. La regionalizzazione aumenta il divario tra Nord e Sud oppure la scuola è pronta alla tanto amata proposta del Governo?

Autonomia differenziata ora significa voler aumentare il gap tra Nord e Sud. Agiamo diversamente piuttosto. Prima mettiamo tutto il Paese nelle stesse condizioni di sviluppo e colmiamo il gap infrastrutturale tra le Scuole del Nord e quelle del Sud e poi ne riparliamo. A quel punto non avrà più senso nemmeno aprire il dibattito. Oggi è piuttosto un mero indicatore di egoismo delle Regioni ricche rispetto a quelle più povere. Come tale è da rispedire al mittente.

FONTE: Pasquale Vespa: “L’emendamento Pittoni è solo una panacea per ristorare chi non ha fame”. L’INTERVISTA
Di Francesco Petronella

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