Luoghi di cultura: meta turistica dell’estate 2012. In aumento visitatori e disagi.

Chi crede che al giorno d’oggi le vacanze si scelgano solo all’insegna del divertimento si sbaglia. La cultura non stanca mai, nemmeno con il caldo afoso di quest’estate.

Nei luoghi della cultura statali, noti e meno noti, rimasti aperti il giorno di Ferragosto, si è registrato un incremento del 4,5% negli ingressi e del 16% per quanto riguarda gli introiti, rispetto al 15 agosto del 2011.

I più visitati sono stati la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Circuito Archeologico di Roma, gli Uffizi, ma anche, inaspettatamente, gli Scavi di Ercolano che hanno aumentato del 50% il numero di presenze e del 56% gli incassi e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli con +18,13% presenze e +80% di incassi.

Il direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, Anna Maria Buzzi, in un comunicato del ministero, ha commentato “Il successo dell’iniziativa del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) dimostra ancora una volta quanto sia in crescita la domanda di cultura italiana non solo nei grandi poli di attrazione ma anche in realtà meno conosciute, ma di altrettanto fascino. Il successo di queste aperture – conclude la Buzzi – è di buon auspicio per le prossime iniziative di promozione e valorizzazione dei nostri luoghi d’arte, previste nel corso di tutto l’anno”.

Quest’estate, però, non sono comunque mancate le proteste dei turisti per i disagi riscontrati.

Nell’area archeologica degli scavi di Ercolano, circa 19 ettari, sono completamente assenti fonti d’acqua potabile lungo gli itinerari di visita. Tale disagio, da non sottovalutare, potrebbe portare interi gruppi di visitatori a cambiare itinerario perché, senza ristoro in un’estate così torrida, potrebbe diventare pericoloso. E poi addio incremento di percentuali d’incasso.

Ci sarebbe una conduttura d’acqua seminascosta, dove il personale impegnato assieme agli archeologi nell’ opera di consolidamento e restauro delle antiche domus, preleva secchi d’acqua per impastare malta e cemento; per questo non può di certo soddisfare le necessità di numerosi turisti che per bere sono costretti ad uscire dall’area archeologica.

Diversa è la situazione nell’area degli scavi di Pompei che dal 2008, oltre ad avere al proprio interno un’area ristoro gestita dal gruppo Autogrill, è servita da ben ventidue bocche d’acqua potabile che sgorgano direttamente dalle antiche fontane del I sec. d. C.; le stesse che ritroviamo, purtroppo a secco anche ad Ercolano.

L’altro disagio riguarda gli sportelli bancomat, tutti fuori uso. Per l’ingresso ai siti archeologici di Pompei e Ercolano bisogna utilizzare solo contanti e turisti tedeschi, francesi ed americani, nonché intere famiglie, hanno il disagio di non poter pagare gli 11 euro del biglietto con moneta elettronica.

Il problema di base sembra abbastanza palese. Possediamo numerosi luoghi di cultura e di turismo apprezzati in tutto il mondo ma non ci si preoccupa di valorizzarli, renderli accoglienti e stimolanti per quanti, per nostra fortuna, scelgono di visitarli.

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