Vespa (AnDDL): “Le prove concorsuali del Tfa Sostegno sono da annullare in tutta Italia. Il Miur ha fallito miseramente”

Annullate le prove anche a Potenza dopo Bari e Cosenza. Vespa: “La due giorni delle prove preselettive del Tfa Sostegno ci regala l’amara conferma che il Miur è incapace a gestire in maniera corretta una qualsivoglia forma di selezione concorsuale”

“A Bari per 500 aspiranti le buste erano miseramente senza le prove da sostenere ed oggi in 1500 si sono presentati al test all’UniCal ed è stato annullato per errori nella stampa delle prove. Ci giungono in Associazione vive proteste dei colleghi che hanno deciso di partecipare a questa mattanza”. Si legge in una nota dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori AnDDL.

E’ appena terminata questa sera la sessione di prove a Potenza con un nulla di fatto! Un nostro associato che ha partecipato alla selezione ci informa che sono state annullate le prove per 500 candidati. Cosa è accaduto? E’ presto detto: le prove della secondaria di secondo grado sono state sostituite da quelle della secondaria di primo grado. Altra scena pietosa e altri 500 candidati rispediti a casa e prove annullate!”

“Ora chiediamo che i test preselettivi del TFA Sostegno siano annullati in tutta Italia, afferma il professor Pasquale Vespa. Se era stato deciso che le prove a livello nazionale dovevano essere fatte tutte lo stesso giorno, ora ci ritroviamo che in alcuni atenei le prove sono state annullate e posticipate. Così non si rispetta il principio di uguaglianza dei candidati tra le varie università”.

“I test sono stati rinviati a data da definire per disguidi impensabili e ci sarà chi potrà ora approfittare di un vantaggio in termini di tempo rispetto ai candidati che invece in questi due giorni hanno svolto regolarmente la prova. La soluzione è annullare tutta la procedura a livello nazionale”.

“Dopo questa ennesima beffa diciamo basta con l’affidamento all’Università della gestione della formazione dei docenti della scuola, è questa la posizione di AnDDL. La Scuola Statale Italiana è in grado di formare da sé i propri docenti. E soprattutto basta finanziare il ridotto numero di iscritti alle Università mettendo le mani nelle tasche dei precari”.

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