Tutti in bici sulla nuova pista ciclabile? Di sicuro la benzina è alle stelle e la composizione del suo prezzo intollerabile.

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’abbattimento del muro dei 2 euro/l della benzina, con punte di 2,320 euro/l nell’isola di Capraia (Livorno).

Dall’aprile 2011 ad oggi, abbiamo avuto otto aumenti delle accise sui carburanti, vecchie anche di 77 anni, derivanti da  guerre passate, alluvioni, terremoti, spedizioni militari ed altro, per un totale di ben 22 accise; il tutto aggravato dal peso dell’iva, ovvero il 60% circa del prezzo che paghiamo per il carburante. 

Sono questi i rincari che una popolazione, dilaniata già da anni dalla crisi economica, non riesce più a tollerare: in molti aspettano che arrivi la fine della giornata, quando i distributori mettono il cartello self service, oppure che si faccia avanti il week-end con l’usanza inaugurata dalla Eni, che, dalle 13 di sabato fino alle 7 di lunedì, abbatte i prezzi del mercato di una ventina di centesimi; altri fanno rifornimento alle pompe bianche, pompe senza logo dove si può risparmiare in misura considerevole; alcuni, poi, non potendo più permettersi di mantenere un’auto, la cui manutenzione non si riduce soltanto al carburante, hanno optato per mezzi pubblici o biciclette.

C’è da dire che secondo uno studio condotto da Bloomberg, noi siamo solo al settimo posto nella lista del costo del carburante, al primo vi è la Norvegia con 10 dollari a gallone (ogni gallone è circa 3,8 litri), mentre all’ultimo il Venezuela, dove per fare un pieno di 39 galloni in un’utilitaria bastano 3 dollari e mezzo.

Eppure delle alternative ci sarebbero: i biocombustibili.

Forse non tutti sanno che l’etanolo, conosciuto come alcol, sostituisce alla grande la benzina e se distillato, offre due vantaggi: costi bassi e ridotte emissioni di gas nell’ambiente.

Ne sa qualcosa il Brasile, primo produttore al mondo di questo biofuel, ricavato dalle canne da zucchero: in questo paese, ogni stazione di rifornimento è dotata di almeno un erogatore di etanolo e la maggior parte delle auto circolanti funziona con questo nuovo distillato per autotrazione con il motore flex prodotto dalla FIAT.

In Europa, è la Svezia il paese europeo dove questo mercato nascente dell’agroenergia sta ottenendo i maggiori sviluppi. D’altronde, anche dagli scarti dell’agricoltura si può estrarre bioetanolo, infatti proprio su questo sta lavorando l’Italia, per evitare le importazioni da paesi come appunto il Brasile. L’UE ha stabilito, a riguardo, che i biofuels per il 2020 dovranno costituire il 10% del totale di carburante.

L’energia “facile” è in via di esaurimento ed è proprio di questo che dobbiamo prendere atto.

Lascia un commento

17 − quattro =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.