Puglia: terra di castelli, bastioni e torri a mare.

La Puglia pubblicizzata come terra di Sole, mare, olio e taranta, può essere vista non a torto come la terra dei castelli molti dei quali costruiti in stretta connessione con le città, dominandole da una cima o in posizione più isolata.

L’itinerario dei castelli scopre da nord a sud in ogni città ed in ogni borgo una torre, un bastione o reperti che indicano la presenza di una fortificazione. Molte delle fortezze situate nella città di Capitanata e di Bari sono datate in epoca Normanno-Sveva.

Il vero spirito di Federico II di Svevia è simboleggiata da Castel del Monte, quello reso celebre dal suo utilizzo nel film “Il nome delle rosa”, un misterioso edificio costruito secondo il concetto della ripetizione all’infinito del numero otto: la forma ottagonale, con otto torri, otto camere nel piano terra ed otto al primo piano.

Circa otto secoli separano noi dal mito di Federico di Svevia e grazie a chi costruì questo castello, dove l’imperatore non ha mai soggiornato, ma dove la sua presenza è sempre palpabile ed oggi è patrimonio dell’ Unesco. Nel solo comprensorio di Brindisi si trova la più alta percentuale di presenze di castelli, alcuni davvero spettacolari.

Proprio a Brindisi se ne trovano due: il Castello di Terra voluto da Federico II nel 1227 ed il Castello di Mare o “Rosso” per la pietra di costruzione che conferisce un colore fulvo al tramonto, fatto costruire da Alfonso d’Aragona.

Il Castello di Terra ha una struttura trapezoidale e si erge sulle rive del seno di ponente che successivamente Ferdinando I d’Aragona recinse con mura e quattro torrioni cilindrici. Fu costruito non per difesa da nemici esterni bensì contro l’ostilità dei brindisini rimasti affezionati ai Normanni e che mal sopportavano gli Svevi, contro i quali spesso insorgevano per le eccessive tassazioni. Successivamente, con Carlo V, fu ampliato, nel 1814 la struttura è stata utilizzata con Gioacchino Murat come “bagno penale”, funzione che svolse anche sotto i Borboni ed i Savoia fino ai primi anni ‘900 quando la Marina Militare lo acquistò per avere la sua base a Brindisi.

Il Castello di Mare, di forma triangolare con quattro bastioni, sorto sul luogo dove sorgeva l’antica abbazia di S.Andrea, fu smantellato in parte nel 1779 in seguito all’attacco del vascello francese “Il Generoso” che fece cadere la guarnigione del castello in mano dei francesi.

Ancora Federico II ad Oria fece realizzare il possente maniero avente la singolare forma di un triangolo isoscele con il vertice verso nord e pertanto ribattezzato “vascello natante nell’aria”. Ha una vasta piazza d’armi con caserme, magazzini, passaggi segreti e cisterne. Qui vi hanno soggiornato i re di Napoli Maria d’Enghein e Ladislao, Isabella di Chiaromonte, Ferrante e Alfonso d’Aragona, i reali d’Italia e principi di casa Savoia e per ultima la principessa Margareth d’Inghilterra.

Fortemente segnata da lotte sanguinose è la storia del castello di Mesagne: costruito da Roberto il Giuscardo nel XII secolo, fu completamente raso al suolo da Manfredi nel 1256. Sui suoi resti nel XV secolo i De’ Balzo Orsini innalzarono l’attuale struttura che ha subito numerosi rimaneggiamenti fino ad assumere i caratteri di splendido palazzo residenziale. Aperto al pubblico nel 1996 ospita nelle sue sale il museo civico.

Anche S. Vito dei Normanni ha sulla piazza principale un castello del XII secolo costruito su commissione di Boemondo d’Altavilla e rimaneggiato fino ad assumere le eleganti forme architettoniche odierne. Questo castello denominato Castello Dentice di Frasso ha ospitato personaggi illustri come il re Vittorio Emanuele III che nel 1943 dopo l’armistizio dell’8 settembre fuggì da Roma con il capo del governo Badoglio per rifugiarsi ufficialmente a Brindisi e spostarsi in gran segreto fra vari castelli e masserie fortificate della zona.

Al periodo normanno risale il nucleo più antico del castello fatto costruire nel XV secolo dai De’ Balzo Orsini a Carovigno passato poi nel XVI secolo al nobile genovese Ottavio Serra che lasciò un segno indelebile della sua presenza nel feudo nominando la masseria di Serranova con il nome di Difesa del Palombaro.

A Francavilla Fontana il principe di Taranto Antonio del Balzo Orsini decise nel 1450 la costruzione del castello di Francavilla Fontana trasformato poi nel 1730 da Michele Imperiali in principesca dimora. Di pregevole fattura il loggiato seicentesco barocco che corre sulla facciata ad est. Attualmente è sede del Comune e dal luglio 2012 è stato restituito alla cittadinanza ed aperto al pubblico anche per eventi e mostre.

Sempre grazie alla famiglia Imperiali i castelli di Latiano e Villa Castelli persero i vari elementi di fortificazione accentuando il carattere di dimora gentilizia.

A Ceglie il castello del XV secolo ad opera del duca Fabrizio Sanseverino inglobò il torrione quadrangolare di epoca normanna e trasformato successivamente in residenza signorile che svetta su uno dei due colli della città. La famiglia Chjurlia a Cellino San Marco trasformarono ed ampliarono il cinquecentesco castello eretto dal feudatario Antonio Albrizzi e così avvenne con il castello merlato di Torre S. Susanna.

Nel Salento sono state ritrovate numerose fortificazioni che avevano la funzione di protezione del territorio dalle invasioni provenienti dal mare ed oggi aperte ai visitatori, castelli trasformati dai feudatari in sontuose residenze dove le torri di guardia furono aggraziate con abbellimenti che ancor oggi riflettono il gusto ed il clima culturale delle corti locali.

Se i castelli ed i palazzi fortificati sono segni indelebili della storia feudale di molti comuni pugliesi, segni altrettanto significativi sono le torri costiere che si sviluppano come sentieri di pietra lungo la costa. Le torri fortificate furono costruite per avvistamenti e per la difesa dai pirati dal 16° secolo sotto il dominio di Carlo V. Costruite in pietra locale: la pietra leccese hanno una forma circolare a piramide tronca solitamente di due piani e collocate a distanza di tre chilometri l’una dall’altra costituivano punti di riferimento della costa del sud Italia. Per segnalare pericolo e fuoco furono dotate di una luce sul tetto. Molte di esse possono essere visitate ancor oggi sulla costa della Puglia specialmente nel Salento ed un gran numero di esse sono molto ben conservate.

Lascia un commento

cinque × tre =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.