Assemblea Whirlpool, accordo disatteso per i 430 operai di via Argine

Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania, “se il Governo non è in grado di far recedere una multinazionale è un Governo inutile”

Napoli, 3 giugno – E’ forte tra i lavoratori della Whirlpool la preoccupazione per il futuro. L’azienda venerdì scorso ha annunciato la cessione del sito di via Argine a Napoli. Sono 430 gli operai che hanno perso per la decisione del management di delocalizzare. E da venerdì si susseguono i presidi, anche di notte.

Whirlpool venderà a una società terza “in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento di Napoli”, ma così facendo il Piano industriale Italia 2019-2021, sottoscritto con il ministero appena sette mesi fa, diviene carta straccia.

In un comunicato stampa l’azienda ribadisce che l’Italia resta strategica per la propria produzione e conferma gli investimenti per 250 milioni (80 milioni già impegnati) nel triennio e i piani di sviluppo per Cassinetta, in provincia di Varese, dove si producono elettrodomestici da incasso per freddo e cottura, Melano in provincia di Ancona (piani cottura ad alta gamma), Siena (congelatori orizzontali), Comunanza in provincia di Ascoli Piceno (lavatrici e lavasciuga che rientrerebbero dalla Polonia).

“L’azienda sta provando a venire meno ai patti. Ci avevano annunciato investimenti, che avrebbero portato nuove produzioni. Ora a distanza di sette mesi ci dice che non è vero niente, sfilandosi da Napoli e rinnegando il patto”. Lo ha detto Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm intervenendo all’assemblea dei lavoratori Whirlpool, che presidiano lo stabilimento da venerdi scorso. Secondo Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania, “se il Governo non è in grado di far recedere una multinazionale è un Governo inutile”.

“Nessuno può mettere una croce rossa su questo stabilimento – ha affermato Alessandra Damiani, segretaria nazionale Fim Cisl – c’è un accordo ancora valido”. “Abbiamo davanti a noi una lotta durissima – ha affermato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom – per contrastare una decisione presa con freddezza, da una multinazionale che non risponde a nessuno”. In apertura qualche momento di tensione con troupe tv.

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