Prof suicida a Napoli, “quanto possono far male le parole?”

L’uomo era agli arresti domiciliari in un comune del Napoletano

Napoli, 16 giugno – Si è ucciso sparandosi un colpo di pistola il docente di matematica di un noto liceo classico di Napoli arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver abusato due studentesse all’epoca dei fatti quindicenni. L’uomo, 53 anni, era ai domiciliari nella sua residenza di Quarto, un comune dell’hinterland partenopeo.  Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’umo si sarebbe tolto la vita dopo le 14 di ieri con un colpo d’arma da puntata al petto.

La notizia a fatto il giro dei social rapidamente creando sgomento tra gli alunni del professore. L’uomo non ce l’avrebbe fatta a sopportare il peso delle accuse, l’allontanamento dalla sua scuola, il liceo Gianbattista Vico di Napoli. Gli studenti lo ricordano come un buon professore ma a scuola si parlava sempre più incessantemente “di queste chat tra il docente e le ragazze, ma abbiamo creduto che fossero notizie false”, è il commento di alcuni studenti.

Secondo quanto emerso dalle indagini ci sarebbero stati messaggi hot tra il docente e due studentesse minorenni e le indagini sarebbero nate a seguito della denuncia presentata dal padre di una delle due ragazze che avrebbe letto i messaggi scambiati in chat.

Intanto trecento ragazzi ieri sera si sono radunati per una veglia all’esterno del Liceo Vico e per ricordare quello che per tanti era il “dolce prof”. E una madre di uno dei ragazzi ha commentato così l’accaduto, “Quanto possono far male le parole? Io ho avuto l’onore e il piacere di conoscerlo, una persona straordinaria e amorevole, un professore a cui piaceva insegnare e faceva amare la sua materia. Mio figlio aspettava il suo ritorno, gli voleva un gran bene. I suoi studenti erano a lui solidali e aspettavano solo che il loro amato professore di matematica ritornasse al liceo Vico. Ora non tornerà mai più.”

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