L’Oriente in mostra a Napoli

Mostra “Oriental manuscripts in Naples“, presentato per la prima volta al pubblico un numero corposo di manoscritti orientali della Biblioteca Nazionale di Napoli

Corani splendidamente miniati, libri di preghiere in armeno, la  corrispondenza tra il papato e la Persia del XVII secolo, uno dei Corani più antichi risalente al 1100 ed una copia di una grammatica siriaca compilata a Napoli, in mostra a Napoli  in occasione del 41° MELCom International,  si tratta  di uno straordinario patrimonio di Manoscritti proveniente dalle collezioni orientali della Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”, e dell’ Università degli studi di Napoli ‘L’Orientale’ fino ad ora noto solo agli addetti ai lavori ed agli studiosi.

La mostra “Oriental manuscripts in Naples“ (curata da Biblioteca Nazionale di Napoli e Università degli studi di Napoli, SiBA Sezione Asiatica”),  presenta al pubblico oltre 60 preziosi  manoscritti in arabo, persiano e turco, datati dal XI al XIX secolo. Accanto a questi, sono esposti 4 Corani miniati datati dal XV al XVII secolo e custoditi nelle raccolte librarie del “L’Orientale”. Un oriente colto che mostra gli eruditi del passato attraverso gli studiosi di oggi.

Per la prima volta è presentato al pubblico un numero così corposo e raro di manoscritti orientali della Biblioteca Nazionale di Napoli, significative testimonianza di tutte le lingue del Vicino e Medio Oriente: siriaco, arabo, persiano, turco, ottomano e armeno. Non solo manoscritti di origine islamica ma anche testi del cristianesimo tradotti in arabo e portati in oriente alcuni pezzi, significativi per la bellezza delle miniature o perché testimoni secolari di contatti tra culture diverse, con Napoli spesso punto di origine.

Uno dei Corani più antichi ritenuto del XI secolo,  un manoscritto armeno datato 1651, contenente meditazioni e prediche cristiane, compilate da fra’ Dat’ēos (Taddeo) Šahpunik’ (o Šahbunik’) dell’ordine dei predicatori (domenicano). Un Corano arabo illustrato del XVII secolo  Ed ancora il “Registro copialettere” della corrispondenza tra la Santa Sede, regni e principati europei, e la Persia di Shāh ‘Abbās (989-1038 H. /1581-1629). Copie persiane di 167 documenti, che concernono l’attività dei padri Carmelitani della missione di Isfahān, Il registro copre gli anni 1617-1623.

Poco noti al grande pubblico, gli oltre 62 manoscritti fanno parte della collezione di 264 manoscritti orientali della Biblioteca Nazionale di Napoli, la  maggior parte dei codici in mostra proviene dalle biblioteche napoletane dei gesuiti e degli agostiniani di San Giovanni a Carbonara, incamerate dalla Biblioteca Borbonica ora Nazionale di Napoli gli altri sono arrivati nei fondi librari della Nazionale attraverso strade e storie affascinanti e diverse.

Maggiore è invece la consistenza della collezione di manoscritti orientali posseduti dall’Università di Napoli “L’Orientale”, un  fondo di circa 360 manoscritti conservati in biblioteca da cui provengono i 4 Corani bellissimi  esposti in mostra . Datati tra il XV e il XVIII secolo, integralmente miniati e con legature originali furono acquistati al Cairo nel secolo scorso. Una collezione che si è sviluppato fin dal XVIII secolo, epoca in cui nasce l’istituto, parallelamente agli interessi di studio dell’accademia, attraverso acquisti e donazioni da parte di studiosi, o in alcuni casi ad opera del Ministero delle Colonie negli anni ‘20 del secolo scorso.

L’inaugurazione il 18 giugno nell’ambito MELCom International, Middle East Librarians Committee, l’associazione europea dei bibliotecari del Medio Oriente, di cui fanno parte  bibliotecari e studiosi provenienti dalle più prestigiose accademie e istituzioni europee, americane, del nord Africa e del Medio Oriente. Ad ospitare la 41^ Conferenza annuale, che si tiene  per la seconda volta  in Italia dopo quasi vent’anni (la prima fu a Venezia) sarà ospitata dal Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, diretto da  Michele Bernardini. Meritato riconoscimento all’infaticabile lavoro compiuto in Italia e all’estero dall’università napoletana è il numero delle registrazioni pervenute al MELCom di Napoli sono state superiori di gran lunga a tutte le precedenti edizioni.

L’organizzazione del convegno è stata curata da Antonella Muratgia, bibliotecaria orientalista dell’Università Orientale, la mostra da Antonella Muratgia e dalle bibliotecarie Paola Corso e M. Gabriella Mansi della Sezione Manoscritti della Biblioteca Nazionale.

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