San Giovanni Bosco, ospedale della camorra

Pm Giovanni Melillo: “Gli uomini dei Contini controllavano il funzionamento dell’ospedale, dalle assunzioni, agli appalti, alle relazioni sindacali”

Napoli, 27 giugno – L’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli era divenuta la sede della camorra, precisamente del clan Contini legato all’Alleanza di Secondigliano. Il fatto è emerso dall’inchiesta che all’alba di ieri ha portato in carcere oltre 100 personaggi ritenuti affiliati alla camorra napoletana.

Secondo il procuratore di Napoli Giovanni Melillo: “Gli uomini dei Contini controllavano il funzionamento dell’ospedale, dalle assunzioni, agli appalti, alle relazioni sindacali”. In pratica l’ospedale San Giovanni Bosco era diventato “diventato la sede sociale dell’Alleanza di Secondigliano”.

Sempre secondo il pm Melillo, “l’ospedale sembra essere stato la base logistica indispensabile per tessere le trame delittuose che hanno consentito la moltiplicazione delle truffe assicurative, la predisposizione di certificati medici falsi”.

“Abbiamo documentato il controllo mafioso della struttura sanitaria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli che era la sede sociale dell’organizzazione mafiosa”. Il clan Contini, in particolare, “controllava ogni aspetto – ha spiegato Melillo – del funzionamento dell’ospedale, a partire dalle forniture e perfino le relazioni sindacali passavano per l’intermediazione camorristica”. Il San Giovanni Bosco era divenuto una “base logistica indispensabile per il clan”, dice Melillo.

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