Crisi di Governo ed elezioni, de Magistris: “Pronti a scendere in campo”

Il sindaco in un post su Facebook parla della crisi di governo e annuncia che in caso di elezioni è “pronto a portare l’alternativa”. Parla al plurale il primo cittadino, ma non ha mai detto che si candiderà, considerando che il suo mandato da sindaco termina nel 2021 e che nel 2020 ci saranno le elezioni regionali in Campania

“Nel pieno di un agosto di fuoco il Governo è scoppiato. Sembra imminente la consumazione definitiva di un’esperienza politica e di governo complessivamente dannosa per la tenuta democratica del nostro Paese. Se il Presidente della Repubblica, garante degli equilibri costituzionali, dovesse ad un certo punto maturare, invece, la scelta dello scioglimento della Camera e del Senato, ritengo sia venuto il  nostro momento per candidarci alle politiche. Io ci sono”. Così Luigi de Magistris in un post su Facebook. Parla al plurale il primo cittadino “candidarci alle politiche”. Poi aggiunge “io ci sono”, ma non spiega in che termini. Molti, anche nel mondo dell’informazione, hanno scambiato queste parole con la volontà di de Magistris di candidarsi alle prossime politiche, che solo la Lega e il centrodestra sembrano volere il prima possibile, “per capitalizzare il consenso di cui il partito di Salvini gode” per dirla con le parole del premier Giuseppe Conte.

Stando ai fatti il secondo mandato da sindaco di de Magistris scade solo nel 2021 e il primo cittadino per legge non potrà ricandidarsi. È un mandato che lo stesso de Magistris ha sempre detto di voler onorare fino all’ultimo giorno, o quasi. Sì perché a maggio 2020 ci saranno le elezioni regionali in Campania e in questi giorni de Magistris ha lanciato più di un assist al Movimento 5 Stelle per la corsa alla guida di Palazzo Santa Lucia: lo stuzzica la sfida all’eterno ‘nemico politico’ di sempre, quel Vincenzo De Luca con il quale in questi anni non c’è mai stato feeling. I due non sono mai riusciti ad andare d’accordo. Non sono andati d’accordo neanche in occasione delle Universiadi, una sfida vinta dalla città di Napoli e dall’intera Campania.

Cosa abbia intenzione di fare de Magistris lo sa solo lui. Ammesso che si vada a elezioni, punterà alle politiche o alle regionali? Su questo non è possibile rispondere, almeno non oggi. L’uso del plurale nel suo post potrebbe essere interpretato come la volontà di lanciare il movimento DemA a livello nazionale, resta da vedere con quali alleanze. Probabile in una coalizione di sinistra, di cui il Partito Democratico non è detto faccia parte, almeno non la corrente renziana. Meno probabile in una coalizione con il Movimento 5 Stelle, visto che questi ultimi finora si sono sempre presentati da soli. A meno che i pentastellati non aprano ad alleanze con liste civiche, decidendo di stravolgere un’altra regola. Recentemente la regola delle alleanze è stata cambiata solo per quanto riguarda le elezioni comunali e le regionali, con un voto espresso dagli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau.

L’unica certezza riguardo alla scelte di de Magistris è quella sul manifesto politico e sulle linee guida del suo programma, in netto contrasto con le politiche della Lega e di Salvini. Quest’ultimo viene dipinto da de Magistris come “un uomo che ha fiuto, sa comunicare, sa stare tra la gente, ma anche ai tavoli istituzionali. È sessista, razzista, violento sul piano politico ed istituzionale, tutt’altro che trasparente, men che mai il nuovo nella politica. Si ispira a Mussolini, chiede poteri speciali, abusa di apparati di Stato per farsi vedere come l’uomo forte al comando, gli piace mostrare i muscoli con i deboli, per poi essere un docile agnellino, un maggiordomo di riguardo per tutti i poteri forti che non ha mai contrastato, anzi ne fa parte a pieno titolo”. “Non ha mai fatto nulla per contrastare corruzioni e mafie, nemmeno da ministro dell’Interno – spiega de Magistris nel suo post –. Politicamente, anzi, sdogana truppe di impresentabili. Per sconfiggere Salvini e la sua armata, devono scendere in campo persone coerenti e credibili e programmi forti, chiari ed attuabili, in grado di unire il Paese, nelle sue differenze”.

Il sindaco afferma di “avere in testa” un manifesto per l’attuazione immediata della Costituzione. “È venuto il momento di unire l’Italia valorizzando tutte le autonomie – aggiunge il primo cittadino partenopeo –. Consolidare diritti e libertà individuali. Lottare finalmente contro mafie e corruzioni, la vera emergenza nazionale che questo Governo nasconde. Un Paese che ha le competenze e le eccellenze per coniugare impresa, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed ambiente. Potenza dello sviluppo mettendo al centro finalmente la persona e la natura. L’Italia dei beni comuni con i fatti e non con le parole. Un Paese che – conclude – ritrovi armonia, coesione, concordia. Amore contro rancore, odio, violenza. Libertà, uguaglianza e fratellanza. Costruire l’Italia della solidarietà e della giustizia sociale. È tutto molto semplice ma anche così difficile. Come le rivoluzioni”.

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