Napoli dà lo sfratto alla cultura. Il centro per gli Studi Filosofici in cerca di finanziamenti per non scomparire.

“Mi sento abbandonato dalla città di Napoli” confessa l’avvocato Marotta quasi in lacrime. Lui, filosofo ultraottantenne che autonomamente ha messo in piedi la sede del sapere filosofico, all’improvviso la vede crollare per mancanza di fondi dal Governo per il fitto dei locali. Ormai sta diventando un caso internazionale, una questione che preoccupa gli stessi studiosi e premi Nobel che hanno usufruito del Patrimonio napoletano.

“Noi del Comune di Napoli siamo disposti a cedere uno spazio all’interno dell’albergo dei poveri per raccogliere tutti i volumi.” Dice il Sindaco De Magistris. Raffaele Lettieri invece, mette a disposizione il Palazzo Baronale di Piazza Castello ad Acerra, della quale è sindaco. La città di Matera è pronta ad offrire uno dei suoi immobili per questo prezioso patrimonio culturale.

I volumi, chiusi in scatoloni, verranno trasferiti intanto in un capannone a Casoria, in provincia di Napoli. Tante domande e nessuna risposta. Amarezza e sconforto nel frattempo crescono nel presidente dell’istituto, che chiede a Monti di tornare nel capoluogo campano, per rendersi conto di cosa è nato qui, di cosa è diventato questo “centro per la salvezza della civiltà”.

Edizioni originali del 500’-600’ portate via senza che la città faccia niente per impedirlo. Il ministero dei beni culturali invece propone una “Legge per salvare l’istituto” che garantisce un finanziamento stabile e costante alla struttura. Il presidente della camera di commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni, annuncia lo stanziamento di fondi in favore della Fondazione, mentre le senatrici del Pd Anna Maria Carloni e Franca Chiaromonte, chiedono al Governo di mobilitarsi in merito alla questione.

Le parole però non bastano e senza soldi i libri rimarranno nel capannone, togliendo la possibilità a giovani, studenti, professori ed importanti personalità nel mondo della cultura di consultare o solo sfogliare veri e propri pezzi di storia. “L’assenza di una politica culturale in Italia, penalizza istituti come quello di Marotta, che e’ una fondazione autonoma che ha sempre difeso questo suo aspetto, senza mai appoggiarsi a partiti o padrini di sorta” Dichiara il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari.

“Il governo tedesco mi ha conferito il premio Goethe. Napoli? Ha soltanto paura dell’Istituto” Sostiene l’avvocato Marotta “In questa città, fossa dei leoni, dei serpenti, non c’è nemmeno un rifugio per i giovani”. Il presidente dell’Associazione italiana biblioteche Stefano Parise, in una lettera al presidente della regione Campania Stefano Caldoro, Si augura che la biblioteca dell’istituto Italiano per gli Studi filosofici possa trovare al più presto una collocazione stabile, preferibilmente entro il 13 ottobre, giorno in cui Napoli ospiterà la prima giornata nazionale delle biblioteche.

Che dire: Napoli dà lo sfratto alla cultura.

FOTO: news-24h.it

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