“Napoli Ballet Gala”, va in scena la danza contro la paura dello straniero

Parte del ricavato della serata aiuterà il finanziamento di un progetto di cooperazione in Costa d’Avorio, “Una goccia d’acqua per Broudoumè”

Si terrà l’8 novembre presso il Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare – Viale Kennedy 54 il “Napoli Ballet Gala” una kermesse di danza con artisti internazionali promossa dall’associazione HAMEF. Un evento che vede la partecipazione di ballerini e ballerine delle principali compagnie dei teatri russi del Mariinsky Ballet Theatre, Mikhailovsky Theatre, Grigorovich Ballet Theatre, Kremlin Ballet Theatre e quelli del teatro San Carlo di Napoli esibirsi intorno al tema dell’accoglienza e della danza come forma di contrasto alla paura dello straniero e al razzismo.

La serata vede la direzione artistica di Gennaro Carotenuto, direttore dell’Accademia del Balletto di Pompei e di Andrey Lyapin direttore Artistico del “Moscow Ballet La Classique” di Mosca. L’HAMEF è un’associazione nata a Napoli nel 2012 e che raccoglie l’attivismo e gli sforzi civici di numerosi cittadini stranieri che a Napoli vivono e lavorano. “Vogliamo dimostrare come un’arte bellissima e romantica come la danza può essere uno strumento di integrazione, di solidarietà ma anche di bellezza, perché la bellezza aiuta a costruire un mondo diverso – commenta Fatou Diako presidente dell’HAMEF – abbiamo coinvolto artisti internazionali costruendo uno spettacolo di grande pregio dal punto di vista artistico e di grande valore sociale, costruire ponti tra diversi e sconfiggere le politiche di odio si può fare in molti modi e noi pensiamo che iniziative come queste possano darci la possibilità di far arrivare il messaggio ad un pubblico ampio e interessato”.

Parte del ricavato della serata aiuterà il finanziamento di un progetto di cooperazione in Costa d’Avorio, “Una goccia d’acqua per Broudoumè”. A Broudoumé, vivono più di 3000 persone e molte sono le difficoltà per poter avere accesso all’acqua. Gli abitanti utilizzavano 4 pompe idrauliche che dal 2000 non funzionano più.

Da 19 anni quindi, sono costretti ad attingere dall’unica fonte naturale che dista 3 chilometri dal centro abitato, purtroppo nessuno ne ha certificato la potabilità.

L’iniziativa andrà a finanziare l’installazione di 4 nuove pompe idrauliche e la formazione di due persone del villaggio che ne cureranno la manutenzione. “Vogliamo dare la possibilità ad un’intera comunità di tornare a bere l’acqua potabile – spiega Fatou Diako – siamo sicuri che i napoletani sapranno apprezzare l’iniziativa e ci daranno il sostegno necessario per realizzare quest’opera che restituirebbe un diritti fondamentale come l’acqua a migliaia di persone”.

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