A Napoli il più grande polo nazionale di ricerca, formazione e investimento nel campo delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali

L’idea del Rettore Lucio d’Alessandro illustrata in occasione di un convegno sulle nuove sfide dell’Unione Europea

“A Napoli può nascere il più grande polo nazionale di ricerca, formazione e investimento nel campo dei beni culturali e delle sue tecnologie più avanzate”. Lo ha annunciato il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, aprendo, al fianco del Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, il convegno dedicato al tema “La Brexit e le nuove sfide dell’Unione Europea”. Una riflessione ideata dal Suor Orsola ad un anno dall’inaugurazione del suo Centro per gli Affari Internazionali di Bruxelles.

“Ho illustrato questa ipotesi al Ministro Amendola in un incontro preliminare al convegno – ha evidenziato d’Alessandro – ed ho colto con soddisfazione la sua disponibilità ad una riflessione anche perché, come ci ha spiegato, sul piano europeo ci sono grandi possibilità di sviluppo per questo tema e una grande considerazione verso il nostro Paese nel settore dei beni culturali”.

L’idea ha già un suo progetto embrionale perché a Bruxelles proprio la valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso le nuove tecnologie è uno dei pilastri del lavoro del Centro per gli Affari Internazionali dell’Università Suor Orsola Benincasa che coordina, in questo settore, il lavoro internazionale del Cluster Tecnologico Nazionale TICHE (Technological Innovation in Cultural Heritage) che ha già aggregato ben 45 soggetti giuridici pubblici e privati costituendo una rete formata da ben 30 Università italiane (da Milano a Palermo), tre Distretti tecnologici regionali, alcuni dei più prestigiosi Centri di ricerca nazionali (dal CNR all’Enea) ed importanti imprese del Paese che operano nel settore dell’innovazione tecnologica.

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