Napoli-Bologna 1-2. Continua la fase negativa del Napoli, ora Ancelotti rischia

Al gol di Llorente del Napoli risponde il Bologna con Olsen e Sansone

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Maksimovic, Manolas, Koulibaly, Di Lorenzo; Ruiz, Zielinski, Elmas (65′ Mertens); Lozano (82′ Younes), Llorente, Insigne. Allenatore: Ancelotti.

BOLOGNA (4-1-4-1): Skorupski; Tomiyasu, Bani, Danilo, Denswil; Medel; Orsolini (46′ Skov Olsen), Poli, Dzemaili, Sansone; Palacio (84′ Destro). Allenatore: Tanjga.

MARCATORI: 41′ Llorente (N), 57′ Skov Olsen (B), 80′ Sansone (B)

ARBITRO: Pasqua di Tivoli

Il Bologna batte 2-1 il Napoli al San Paolo nella gara valida per la 14esima giornata di Serie A. Gli Azzurri vanno in vantaggio con Llorente al 41′ del primo tempo per poi farsi rimontare dal Bologna a segno con Olsen e Sansone, quest’ultimo firma il vantaggio all’80’. Nel finale annullato il pari a Llorente per fuorigioco (decisione confermata dal Var). Continua quindi la fase negativa del Napoli in campionato, tutta un’altra squadra rispetto a quella capace di fermare ad Anfield il Liverpool. È un Napoli dalle due facce questo: pessimo in Serie A, proficuo in Champions. Con il Liverpool il Napoli ha però pensato solo a difendersi attuando il classico catenaccio, non c’era da fare la partita come con il Bologna. Questo vuol dire che la formazione di Ancelotti non è più capace di imporre il proprio gioco, anche con avversari di modesto valore come i felsinei. A dir la verità il Napoli un gioco non sembra più averlo e questo è colpa di Ancelotti, la cui panchina è sempre più a rischio. Troppi cambi di formazione da parte del tecnico di Reggiolo, troppi giocatori fuori ruolo e addirittura con i rossoblù sia Mertens che Callejon tenuti in panchina, lo spagnolo erano ben 7 anni che non saltava due gare di fila e questo fa pensare. Se il Napoli non batterà il Genk al San Paolo qualificandosi agli ottavi di Champions l’esonero di Ancelotti sarà matematico. Intanto però la stagione sembra ormai compromessa, la squadra che doveva lottare con la Juve per il titolo di campione d’Italia si ritrova a ben 8 punti in meno dalla Roma quarta in classifica, lontana dalle posizioni che contano: il Napoli ha fatto solo 20 punti in 14 gare, mai così male dal 2009 quando in panchina sedeva Donadoni, che fu prontamente esonerato. La società cosa aspetta a fare lo stesso con Ancelotti? Servono decisioni forti e servono ora, decisioni non più rimandabili come chiedono a gran voce anche la maggior parte dei tifosi. De Laurentiis stacchi la spina, così non si può andare avanti.

Torniamo alla partita col Bologna. Ancelotti cambia ancora formazione rispetto alla gara con il Liverpool. Il modulo scelto dal tecnico è il 4-3-3 con Zielinski regista (scelta discutibile), Maksimovic terzino (ma è un centrale!) al fianco di Manolas e Koulibaly. In avanti Llorente con ai lati Insigne e Lozano. Il Napoli ha un buon fraseggio, il Bologna si difende bene e quando può non esita a ripartire. Lozano al quarto d’ora va in gol ma la rete è annullata per fuorigioco. Risponde il Bologna con l’ex Dzemaili, bella conclusione di poco fuori. Al 41′ grande giocata di Insigne che taglia tutto il campo e va al tiro in porta, sulla respinta di Skorupski tap-in di Llorente ed è 1-0 per il Napoli.

Nel secondo tempo per i rossoblù entra Olsen al posto di Orsolini ed è proprio il neo entrato a pareggiare al 57′ sfruttando una respinta sbagliata di Koulibaly. Ancelotti decide di cambiare modulo, fuori Elmas per Mertens e si ripassa al 4-4-2. Il Napoli ha una grande occasione con Mertens su assist di Lozano, il belga spreca a due passi dalla porta. All’80’ vantaggio del Bologna con Sansone su assist dell’ex Dzemaili: a tu per tu con Ospina il numero 10 del Bologna non sbaglia. Nel finale il Napoli protesta per un fallo su Manolas a centro area, ma il Var non interviene. Illude il gol di Llorente al 94′, annullato perché lo spagnolo era in fuorigioco (decisione questa volta confermata dal Var, ndr). Il Napoli perde con una squadra che lotta per la salvezza ed esce dal campo subissato dai fischi dei propri tifosi, per Ancelotti e i suoi la crisi è sempre più profonda.

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