Napoli-Lecce 2-3. Ospina e l’arbitro inguaiano gli Azzurri

Primi due gol dei pugliesi ampiamente parabili dal portiere del Napoli, tra i peggiori in campo della formazione di Gattuso. Al 72′ episodio chiave della gara, sull’1-2 del Lecce l’arbitro Giua decide di non fischiare un rigore solare, scegliendo di non vedere l’azione al Var. Nel finale magia di Mancosu su punizione sulla quale stavolta Ospina non può niente e gol di Callejon al 90′ perfettamente inutile. In generale il Napoli però fa troppo poco davanti ai 50mila spettatori di casa

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Lobotka (1′ st Mertens), Demme, Zielinski; Politano (17′ st Callejòn), Milik, Insigne (32′ st Lozano). All. Gattuso

LECCE (4-3-1-2): Vigorito; Rispoli, Lucioni, Rossettini, Donati; Deiola (46′ st Paz), Majer (23′ st Petriccione), Baràk; Saponara; Falco (30′ st Mancosu), Lapadula. All: Liverani

MARCATORI: 29′ pt Lapadula (L), 3′ st Milik (N), 16′ st Lapadula (L), 37′ st Mancosu (L), 45′ st Callejòn (N)

ARBITRO: Giua della sezione di Olbia

Il Napoli perde 3-2 al San Paolo la gara con il Lecce valida per la 23esima giornata di Serie A. Al gol di Lapadula nel primo tempo risponde Milik a inizio ripresa, poi sempre Lapadula porta i pugliesi sul 2-1 e Mancosu su punizione firma il tris, al 90′ risulta inutile il gol di Callejon che accorcia le distanze. In mezzo c’è un rigore solare ed evidentissimo non dato al Napoli, quando al 70′ si era sul risultato di 1-2: l’arbitro Giua decide di non andare a rivedere l’azione al Var e anzi ammonisce l’attaccante polacco per simulazione. Questo episodio ha condizionato la partita e non può essere considerato ininfluente. Detto questo però il Napoli ha fatto troppo poco. La squadra che è stata capace recentemente di battere la Lazio (in Coppa Italia, ndr), la Juve in casa e la Samp a Genoa, si è fatta mettere sotto da una formazione che lotta per non retrocedere. Una formazione quella di Liverani che gioca un buon calcio sì, ma che ha dei valori tecnici nettamente inferiori rispetto al Napoli. Eppure il calcio è anche questo, spesso vince chi è capace di sfruttare gli episodi e il Lecce è stato molto bravo in questo. I primi due gol dei pugliesi erano parabili, Ospina è invece incolpevole sulla magia di Mancosu su punizione. La coppa di centrali di difesa del Napoli (formata dai rientranti Maksimovic e Koulibaly) ha fatto pena, non è una bestemmia dirlo. Lobotka ha giocato in un ruolo non suo, l’attacco del Napoli poteva fare di più. Per esempio Insigne ha fatto una gara di grande generosità, ma ha sbagliato come sempre qualche gol di troppo. Il Lecce non ha rubato nulla, il Napoli ha perso un’occasione: vincendo gli Azzurri si sarebbero ritrovati in una situazione di classifica molto interessante e a ridosso dei posti in classifica che valgono l’Europa. Gattuso deve augurarsi che questo sia solo un piccolo passo falso, perché ora c’è da ricominciare a correre.

Il Napoli parte meglio e si fa vedere in attacco in più di un’occasione. Il Lecce prende coraggio solo con il passare dei minuti e iniziare a mettere in difficoltà il Napoli con il proprio palleggio, temuto da Gattuso visto che il tecnico ne aveva parlato in conferenza stampa. Al 29′ Saponara va via a Di Lorenzo e crossa all’indietro per Falco che va al tiro, Ospina respinge male e Lapadula ad un metro non ha problemi a mettere la palla in rete. Il Napoli fa molto poco, il Lecce non arretra. Degna di nota una rovesciata di Insigne a due passi dalla porta, il pallone finisce sul palo esterno e termina fuori.

Nella ripresa fuori Lobotka (impiegato in un ruolo non suo, ndr) e dentro Mertens. Proprio dai piedi del belga nasce l’assist per il gol di Milik al 48′. Il Lecce continua a giocare senza scomporsi più di tanto. Insigne si trova a tu per tu con Vigorito e invece di provare il suo solito tiro a giro calcia direttamente addosso al portiere: il capitano si salva solo per l’impegno. Dopo un po’ il Lecce ha ancora la meglio sull’asse Falco-Lapadula, con il secondo che firma il raddoppio di testa anticipando Di Lorenzo e superando Ospina. Anche in questo caso il tiro poteva essere parato ma il portiere colombiano del Napoli non ci è riuscito.

Al 71′ con il Lecce in vantaggio di un solo gol, Milik viene atterrato in area di rigore da Donati. È l’episodio che cambia il corso degli eventi, perché l’arbitro decide di non andare a rivedere l’azione al Var e anzi tira fuori il cartellino a Milik per simulazione. Il rigore era solare e l’arbitro ha sbagliato a non darlo, cosa che probabilmente non sarebbe successa se si fosse avvalso della tecnologia a disposizione. All’82’ magia di Mancosu su punizione: la palla termina direttamente nel sette e stavolta Ospina non può davvero nulla per evitare il tris del Lecce. A nulla serve la rete del 2-3 al 90′ di Callejon. Il Lecce è stato bravo a sfruttare gli episodi e ha meritato tutto sommato la vittoria, anche se il Napoli ci ha messo del suo con una prestazione molto al di sotto delle aspettative. A fine gara fischi meritati per gli Azzurri da parte dei 50mila tifosi presenti allo stadio.

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