Coronavirus, De Luca spiega la sfuriata contro il Governo: “Ho parlato in maniera forte perché tutti ascoltassero”

Il governatore della Campania in una diretta su Facebook ha spiegato che “ci sono momenti in cui bisogna alzare la voce, non per mancanza di solidarietà verso il Governo” ma per “dire la verità quando i problemi emergono”

“Ho lanciato un appello forte al Governo sul tema della Campania e delle forniture che non arrivano. Ho parlato in maniera forte perché tutti quanti ascoltassero”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha spiegato durante una diretta su Facebook il senso della lettera pubblica nella quale si lamentava con il Governo per il mancato invio di mascherine e altre attrezzature utili nella lotta al coronavirus (vai all’articolo). “Ci sono momenti in cui bisogna alzare la voce – ha detto De Luca – ma non per mancanza di solidarietà verso il Governo. Noi siamo pienamente solidali con il lavoro del Governo, della Protezione civile e tutti quelli che sono impegnati a fare un lavoro immane. Ma abbiamo il dovere di dire la verità quando i problemi emergono e il coraggio di parlare chiaro in tempo utile, non preoccuparci se qualcuno si rinzela. Abbiamo evidenziato l’emergere di criticità pericolose”.

De Luca inoltre ha rivendicato il fatto di essersi mosso prima del Governo nel prendere misure rigorose per affrontare l’emergenza: “In Campania – ha affermato – abbiamo adottato misure più rigorose e in anticipo, credo sarebbe stato più efficace prendere da subito queste misure, avremmo stressato meno i cittadini e avremmo avuto un effetto più tempestivo. Non aggiungo altro, nessuno può dare lezioni su questa materia. La Campania ha fatto quello che riteneva più utile per la tutela della vita dei suoi concittadini”.

Secondo De Luca “In Italia abbiamo due emergenze: la prima è la Lombardia, la seconda evitare che esploda l’epidemia nel Sud, altrimenti non avremo neanche la possibilità di aiutare la Lombardia e il Nord, altrimenti sarà una tragedia per l’Italia”. “Dobbiamo avere la lucidità di dare l’aiuto prioritario alle realtà dove la crisi è esplosa ma – ha sottolineato – dobbiamo far sì che non esploda nel resto del Mezzogiorno”.

Il governatore ha anche spiegato che il picco dei contagi è atteso nella prima settimana di aprile e ha assicurato che “non succederà quanto accaduto a Bergamo e Brescia”, anche grazie a “un accordo con le strutture private per 3mila posti di degenza. Ci siamo preoccupati – ha detto De Luca – di avere una valvola di sfogo quando avremo il picco, per non lasciare abbandonato nessuno con una patologia grave”.

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