Coronavirus, de Magistris al Governo: “Subito reddito di quarantena per chi è rimasto senza soldi”

Il sindaco di Napoli in un tweet lancia la sua proposta economica per aiutare le famiglie in condizioni di fragilità. Situazione difficile soprattutto nel Mezzogiorno, tanto che il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano ha proposto di allargare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza. Il senatore Sandro Ruotolo intanto torna a rivolgersi al Governo in tema di lavoro nero e lo fa con una lettera aperta al premier Conte: “Si estenda il reddito di cittadinanza anche a questa categoria di lavoratori invisibili. Servono soldi immediati per mettere il piatto a tavola”. Il governatore De Luca intanto fa sapere che entro martedì farà pervenire sul tavolo del Governo proposte in merito a un programma di aiuti

“Il Governo deve istituire immediatamente il reddito di quarantena per tutte le persone che sono rimaste prive di denaro. È necessario immettere subito liquidità nelle loro tasche per consentirgli di avere beni di prima necessità. Napoli fa e farà la sua parte”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in un tweet lancia la sua proposta economica al Governo per aiutare le famiglie in condizione di fragilità economica indotta dalla chiusura delle attività a causa dell’emergenza coronavirus.

La preoccupazione, per diversi motivi, desta preoccupazione soprattutto al Sud dove si sono già verificati i primi casi di assalto ai supermercati. Non è un caso che in queste ore il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano sia intervenuto sul tema. “Ho paura che le preoccupazioni che stanno attraversando larghe fasce della popolazione per la salute, il reddito, il futuro con il perdurare della crisi si trasformino in rabbia e odio – ha detto il ministro in un’intervista al quotidiano La Repubblica. Ci sono aree sociali e territoriali fragili ed esposte a qualsiasi avventura. Il bilancio pubblico si deve prendere cura dell’intero tessuto sociale. E lo deve fare adesso”.

Così come va assicurata liquidità al sistema delle imprese per tenerlo in vita, bisogna tenere in vita la società. Liquidità anche per le famiglie, per chi ha perso il lavoro e non ha tutela”, ha aggiunto Provenzano, sottolineando che “è in gioco c’è l’ossatura della democrazia” perché “la polveriera sociale rimanda a una grande questione democratica”. La proposta di Provenzano è quella di allargare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza. “Volevamo migliorarlo già prima del coronavirus, adesso diventa indispensabile. Rendendolo compatibile con il lavoro, per integrare il reddito se necessario. All’economia di sopravvivenza che non è solo al Sud, ma coinvolge anche autonomi, partite Iva proletarizzate, piccoli professionisti, occorre offrire una garanzia nella legalità”, ha affermato il ministro. Le possibili cifre? “Per chi ha perso il lavoro dev’essere una cifra equa rispetto alla cassa integrazione: 1000-1100 euro al mese – ha spiegato il ministro –. In tutti gli altri casi dev’essere un compenso che garantisca la dignità. Bisogna creare lavoro buono con gli investimenti. Ma in attesa che questo avvenga la società va accompagnata. Nell’emergenza, servono misure universali e immediate di sostegno al reddito”.

Anche il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) si è detto d’accordo con la scelta di potenziare il reddito di cittadinanza. Ruotolo, dopo aver chiesto con un’interrogazione al Governo di occuparsi di chi finora ha vissuto di lavoro nero, in queste ore ha scritto una lettera aperta al premier Giuseppe Conte. “Gentile Presidente – scrive il senatore –, mi rivolgo a Lei nell’ora più buia per il nostro Paese, per chiederLe di fare presto. C’è una parte del Paese, Napoli e gran parte del Mezzogiorno, che ha fame. Il sottoscritto si è fatto promotore con altri senatori della Repubblica di una interrogazione urgente ai ministri competenti per sollecitare una serie di interventi concreti per quella parte della popolazione che nel lavoro sommerso ha trovato il suo sostentamento economico e che oggi non ha nessuna forma di tutela. Le notizie che – continua Ruotolo – giungono da Palermo con l’assalto organizzato ad un supermercato al grido di ‘basta stare a casa, non abbiamo soldi per pagare, dobbiamo mangiare’, impongono misure immediate prima che esplodano le proteste sociali che saranno difficili da contenere. Secondo studi recenti, il valore dell’economia irregolare nel Sud del Paese ammonta al 30 per cento del Pil. Bisogna perciò agire subito perché, come afferma il ministro per il Mezzogiorno, Peppe Provenzano, è a rischio la tenuta democratica. Si estenda il reddito di cittadinanza anche a questa categoria di lavoratori invisibili. Servono soldi immediati per mettere il piatto a tavola. Certo, il Coronavirus colpisce tutti ma a pagarne di più i costi sono i poveri e i più poveri. Fate presto!”.

In queste ore sul tema della crisi economica dovuta al coronavirus è intervenuta anche la Regione Campania. La Regione intende definire una piattaforma, un programma di aiuti da sottoporre da subito, entro martedì, al Governo. “Alle misure rigorose prese per combattere il contagio – ha scritto il governatore De Luca in una nota – è indispensabile aggiungere da subito misure di sostegno alle famiglie, di aiuto a singoli cittadini in difficoltà, e a quei settori su cui il prolungarsi della crisi pesa in maniera drammatica. A tal fine la Regione intende definire una piattaforma, un programma di aiuti da sottoporre da subito, entro martedì, al Governo nazionale. In alcuni casi si tratta davvero di garantire il pane alla povera gente. È necessario oggi un impegno unitario di tutte le componenti politiche e sociali. È prezioso il contributo di proposte e di idee che possono arrivarci da tutti. Per dare a questo sforzo unitario rapidità e concretezza, sollecitiamo tutti i gruppi politici, le organizzazioni sociali, sindacali e imprenditoriali, le Camere di Commercio, le Fondazioni e le istituzioni bancarie, le istituzioni locali, il volontariato, le organizzazioni religiose, a far pervenire entro la mattinata di lunedì agli Assessorati competenti, o all’Ufficio di Gabinetto della Presidenza, o alla Unità di Crisi regionale, documenti brevi e sintetici, con proprie proposte, in modo da sottoporli agli uffici per una verifica di operatività.

“Si segnalano – continua – in particolare, tra le innumerevoli questione aperte, alcuni temi da approfondire: quali misure di sostegno al reddito di carattere nazionale e universale assumere. E poi come tutelare chi lavora nel grande mondo della economia sommersa, che rischia di non essere garantito dagli ammortizzatori sociali. E poi come sostenere il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole imprese, a cominciare da scadenze come quelle per i fitti, e oltre le misure nazionali già adottate; quali misure definire per il credito a piccole e medie attività economiche anche con fondi di garanzia; quali misure specifiche per le filiere agricole e per le attività turistico alberghiere; quali misure per gli operatori di imprese culturali, teatrali, cinematografiche. Nel rapporto con le famiglie e le aree di povertà dovrà essere decisivo il ruolo dei Piani Sociali di Zona, cui si sollecitano con particolare forza proposte operative – prosegue –. Si dà mandato ai responsabili della Programmazione Unitaria di definire proposte operative innovative per la gestione rapida dei fondi europei e per l’utilizzo immediato delle risorse contenute nel Piano per il Sud e nel Piano per la Campania. Si dà mandato agli assessorati al Bilancio e allo Sviluppo di individuare ogni iniziativa possibile per la sburocratizzazione radicale di ogni iter amministrativo e per fare arrivare da subito, le risorse ai soggetti beneficiari. Non sono consentiti tempi lunghi. Ognuno ci aiuti a individuare e a tagliare nodi burocratici persistenti. Si dà mandato agli uffici finanziari di fare uno sforzo per individuare, nelle pieghe del bilancio, tutte le risorse liberabili, fino all’ultimo euro, per impegnarle in tempi immediati. È evidente che siamo chiamati tutti a un impegno senza precedenti. Siamo sicuri che – conclude De Luca – di fronte alle alle esigenze cui dare risposte, si potrà mettere in campo un impegno unitario, oltre ogni distinzione e ogni interesse particolare, per dare semplicemente una mano a chi oggi ci domanda un aiutoal Governo nazionale”.

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